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Scandalo Suarez, il prof di UniStra:"Grego Bolli dovrebbe dimettersi. Sconcertante quanto accaduto"

Francesca Marruco
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"Le dimissioni sarebbero il minimo, e lo dico senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria, dico però che è una questione di dignità e di rispetto per l’istituzione, per la città, per i colleghi e per gli studenti tutti”. A parlare è il professor Enrico Terrinoni, candidato Rettore sconfitto e in profondo contrasto con la gestione Grego Bolli che l’anno scorso, proprio a causa di questa insanabile differenza di vedute si dimise dal Cda dell’Ateneo. “Sono stato agli antipodi rispetto alla gestione di questo Ateneo” spiega. E sull’opportunità per la rettrice indagata per corruzione di rimanere alla guida di Palazzo Gallenga, aggiunge “Rimanere lì dopo tutti questi scandali - aggiunge facendo riferimento anche al buco di bilancio di UniStra - significa svalutare l’immagine dell’Università e quindi il lavoro di tutti noi e i ragazzi. Se fosse arrivato a me io mi sarei dimesso. Poi certo se loro ritengono di essere stati malinterpretati faranno altre scelte, io credo che per l’immagine dell’istituzione le dimissioni sarebbero più che opportune, fermo restando che non potrei né sapere né entrare nel merito nelle indagini in corso e che, per garantismo bisogna attenderne gli sviluppi”. 
Il professor Terrinoni, che precisa di essere un “letterato che traduce Joyce” e si “sente a disagio con questa gestione” aveva twittato la foto del pezzo di Aldo Grasso apparso il 20 settembre sul Corriere della Sera in cui si parlava dello strano, e velocissimo, esame di Suarez. . “Mi è sembrata una cosa di estremo cattivo gusto questo sbandierare un finto studente e chiamarlo appunto studente, quando invece i nostri studenti sono trattati senza nessun riguardo. Io mi stupisco anche di questo silenzio delle istituzioni di Perugia, mi sembra molto irreale”. Terrinoni plaude poi agli studenti: “I ragazzi sono bravissimi, stanno facendo una campagna di sensibilizzazione, ma non vengono presi in considerazione. Siamo una minoranza molto esigua nell’Ateneo e quando abbiamo provato ad alzare la voce siamo stati sempre messi all’angolo”. 
E anche gli studenti hanno detto la loro: “Ci dissociamo ancora una volta dalla condotta della nostra università che si pone nuovamente in una situazione di imbarazzo nel tentativo di farsi pubblicità con un calciatore di fama internazionale. La comunità studentesca, che ci onoriamo di rappresentare, è arrabbiata, delusa, sconvolta e chiediamo giustizia”. Il professor Salvatore Cingari, ieri all’Adnkronos, ha dichiarato di essere stato convocato dalla Procura: “Forse vorranno conoscere la mia esperienza all’Ateneo che non è quello che sta trapelando. Sia Suarez che la vicenda dei cinesi riguarda i corsi di italiano per stranieri, non i corsi di laurea”. Ieri si è mosso anche il ministro all’Università, Gaetano Manfredi, che ha chiesto all’Ateneo di “fornire al più presto informazioni in ordine ai fatti e agli accertamenti e ai conseguenti provvedimenti che l’Università ha intrapreso o intende attivare”.