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Scandalo Suarez, pressioni della Juve sull'Università per fare presto l'esame

Francesca Marruco
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C’era la necessità di “fare presto”. I dirigenti dell’Università per Stranieri poi finiti indagati per lo scandalo Suarez, al telefono tra loro si dicevano che la Juventus faceva pressioni. Spiegavano - secondo quanto appreso in ambienti giudiziari - che il club bianconero chiedeva di accelerare con i tempi dell’esame. Il certificato di conoscenza della lingua italiana B1, al bomber Luis Suarez, serviva velocemente. Altrimenti sarebbero decorsi i termini utili per farlo diventare cittadino italiano. Altro passaggio imprescindibile per entrare nel club torinese che aveva già due giocatori extracomunitari. 
E in effetti, che una certa fretta poi c’è stata. Il bomber infatti ha sostenuto l’esame il 17 settembre, e non il 22 del mese, quando era già stata programmata in precedenza una sessione. Insieme a Suarez sono stati convocati anche altri quattro ragazzi stranieri che hanno dovuto anticipare la prova. Prova che, emerge adesso, è stata interamente ripresa dalle telecamere piazzate dalla guardia di finanza che indagava già sui conti poco chiari dell’Ateneo e si è imbattuta nella preparazione di un “esame farsa”, come lo ha definito il Procuratore capo di Perugia, Raffaele Cantone
La Procura non solo ritiene che sia stato tutto organizzato con parti fatte memorizzare al calciatore che, come ha detto la prof indagata “non spiccica una parola di italiano”, ma ci sia stata anche una contropartita. Di lì l’accusa di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio contestata in concorso alla Rettrice Grego Bolli e al direttore generale, Simone Olivieri. Insieme a loro, per rivelazione di segreto d’ufficio e falso, sono indagati anche la professoressa Spina, l’esaminatore Lorenzo Rocca, e la segretaria Cinzia Camagna. 
L’accusa più pesante, al momento, è solo per rettrice e dg: nessuno presunto corruttore infatti è finito nel registro degli indagati. Neanche l’avvocato Maria Turco che avrebbe tenuto i contatti con Simone Olivieri per avviare la pratica certificato e che, secondo quanto trapela, avrebbe in qualche modo paventato la possibilità di dirottare all’UniStra molti altri calciatori stranieri. E che a Palazzo Gallenga considerassero Suarez, e qualsiasi futuro “famoso” una “grande pubblicità gratuita” non è un mistero per nessuno. 
Ieri la legale dello studio Chiappero, ha diramato una nota in cui precisa di aver “espresso chiaramente la richiesta che la procedura d’esame avvenisse in presenza e senza alcun tipo di riguardo. Quanto al riferimento ad altri calciatori è del tutto evidente che trattandosi della prima volta che seguivo una vicenda collegata alla certificazione di conoscenza della lingua italiana le mie parole siano da interpretare come un bagaglio di conoscenza procedurale da utilizzare per casi futuri solamente laddove ce ne fosse la necessità. Nessun accordo dunque. Nessuna trattativa. Semplicemente una presa d'atto”. Eppure la Procura - l’inchiesta è dei sostituti Paolo Abbritti e Gianpaolo Mocetta, guidati dal procuratore Cantone - punta dritta verso la corruzione. Al momento, Rocca e Spina, in sede di interrogatorio, avrebbero “fornito spiegazioni per chiarire quanto intercettato”, hanno detto i loro legali. Grego Bolli e Olivieri, rispettivamente assistiti dagli avvocati David Brunelli e Francesco Falcinelli non sono stati ancora convocati.