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C'è anche un perugino nella squadra che vuole salvare il mare dalla plastica

Lorenzo Tonzani e altri tre studenti di ingegneria della Sapienza hanno ideato una app innovativa

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Salvare fiumi, mari e oceani dall’inquinamento della plastica. È questa l’ambizione di Adaptive Guardian Technology, un progetto frutto dell’ingegno e della determinazione di Earthfront Srl, una startup innovativa costituita alla Camera di Commercio di Roma a settembre 2019. “Ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di plastica contaminano le acque dei mari e degli oceani, provocando dei seri danni all’ecosistema marino. La metà di queste proviene dai fiumi” spiega Lorenzo Tonzani, 25enne, perugino di nascita e da qualche anno studente d’ingegneria aerospaziale alla Sapienza di Roma. “Lo strumento che il mio gruppo ha ideato interviene in via preventiva alla foce, per bloccarne il passaggio”, prosegue. 
Capace di operare su ogni tipo di terreno e fondale, l’impianto Agt è adibito al recupero e al trattamento di macro e microplastiche presenti nei corsi d’acqua fino a 30 metri. Grazie all’azione di barriere convogliatrici, i rifiuti galleggianti vengono dapprima incanalati verso nastri di raccolta, e poi prelevati e immagazzinati in secchi posteriori. Una gru a bandiera elettrica ne facilita l’estrazione e il deposito lungo la banchina, da dove parte il trasporto verso i centri di smistamento. L’intero processo avviene nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità locale. Il macchinario infatti non compromette la navigabilità del fiume né danneggia flora e fauna in quanto provvisto di dissuasori acustici e visivi. Il suo funzionamento è affidato a fonti di energia rinnovabile, solare e idroelettrica, e regolato da sistemi infrarossi che attivano il ciclo solo quando necessario, per limitare il consumo energetico e l’usura delle componenti meccaniche.
“Un prototipo della struttura è già stato testato sul fiume Tevere, in zona Ponte della Scafa, ottenendo il certificato di livello di prontezza tecnologica Trl 6. È una grande emozione veder evolvere la nostra invenzione”. Tonzani racconta che il gruppo si forma casualmente in occasione di Ebec Challenge, una gara ingegneristica promossa dall’università romana, quando lui e il suo compagno, Davide Palandra, si ritrovano accoppiati a Flavio Cognigni e Francesco Pelillo, studenti di ingegneria clinica. La volontà di mettersi in gioco spinge i quattro a partecipare a Hult Prize, competizione studentesca mondiale che stimola le squadre a risolvere problemi globali con idee di business valide. Nasce così l’idea di Agt, che supera la selezione nazionale e viene proposta a Oslo, dove tuttavia non vince. “Non ci siamo persi d’animo. Abbiamo capito di dover perfezionare alcune competenze. Perciò abbiamo accolto diversi collaboratori, tra i quali Edoardo Castorina, che vanta un’esperienza pregressa nel settore industriale della plastica, e Leonardo Lemma, nostro commercialista di fiducia” dice il referente umbro di Earthfront. La startup, che di recente si è aggiudicata il premio “Unirsi per l’Impresa” indetto dalla Regione Lazio e da Lazio Innova, adesso si impegna a estendere il suo brevetto a livello europeo e a trovare finanziamenti e sponsor. A novembre, l’appuntamento con il concorso Sme Instrument con 2 milioni e mezzo di euro in palio.