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L'edicolante rapinato: minacciato con una pistola, ora ho paura

Tante le attestazioni di solidarietà da parte dei residenti di via Cortonese

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Andrea Fabrizi è stato rapinato alle 9 di domenica mattina. Dopo 23 anni da operaio nella fabbrica della Perugina a confezionare caramelle Rossana, la vita lo ha messo di fronte a una scelta e a febbraio ha deciso di sfidare il destino. Ha rilevato l’edicola di via Cortonese, tra i palazzi di Madonna Alta e a due passi dal triangolo nero della stazione Fontivegge di Perugia e con l’imminente arrivo del Covid-19.

“Ieri mattina avevo paura. Quando sono venuto ad aprire alle 6.30, con le strade vuote e il buio, mi sono sentito a disagio”, ammette. Domenica mattina con lui in edicola c’era l’amico di sempre: si ritrovano spesso lì, si scambiano opinioni e si danno una mano. “Tutto sembrava molto calmo”, prosegue il suo racconto Andrea che non smette di guardarsi attorno. Per un attimo resta in silenzio: si è appena avvicinato all’edicola un uomo. Chiede qualche spicciolo, sembra calmo. Al rifiuto si allontana spontaneamente. “Vede, qui tutti i giorni è così: è un via vai continuo di gente strana”, commenta.

Domenica però è successo qualcos'altro: “Prima è entrato un uomo chiedendomi un biglietto dell’autobus. Il tempo di prenderlo e mi dice che non lo vuole più e se ne va. Mi è sembrato un comportamento strano ma non ho fatto in tempo a pensarci che è arrivato un altro. Mi ha chiesto con un chiaro accento dell’est se avessi Gratta e Vinci. Io gli ho risposto di no e lui se n’è andato. O almeno così pensavo. Un attimo dopo è tornato come una furia con la mascherina in volto e il cappuccio in testa...”.

Il titolare ricorda la scena nel dettaglio: “E’ venuto contro di me minacciandomi con una pistola in tasca. O simulando di averla... Mi ha detto di aprire la cassa: se ne è andato un secondo dopo con 60 euro. Io ero sconvolto. Non farò venire mai più mia moglie e mia figlia ad aiutarmi in edicola - giura Andrea - Adesso ho paura: anche se in tanti del quartiere mi sono stati vicini così non si vive più. Siamo in balia di questa gente”.