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Amelia, donna scomparsa. Un testimone: "Quel giorno il marito era sconvolto"

Barbara Corvi è scomparsa nel 2009

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“Roberto era sconvolto... e aveva gli occhi gonfi come chi avesse pianto”. E' uno dei passaggi della testimonianza resa da un conoscente di Roberto Lo Giudice il giorno della scomparsa della moglie, Barbara Corvi. E' il 27 ottobre del 2009 e la donna amerina ha discusso ancora una volta con il marito. Non solo per la relazione extraconiugale da poco confessata, ma anche per la gestione di una sua proprietà. Si tratta di una sua abitazione di Amelia che rischiava di essere pignorata. C'è un procedimento civile in corso e Lo Giudice le consiglia di intestarla a nome di suo fratello o della moglie di lui. Barbara, però, non ne è convinta e cerca di prendere tempo. Proprio quel giorno i due, per parlare della questione, hanno un appuntamento dal commercialista dove però lei non si presenterà. Roberto racconta ai carabinieri che sua moglie non si sentiva troppo bene. Prima di andare dal commercialista Roberto si ferma al bar di Fornole, tra le 17 e 30 e le 18, a comprare le sigarette e proprio lì un testimone lo nota con gli occhi arrossati e mille pensieri nella mente. Si salutano, ma lui pare avere la testa altrove. Naturalmente si tratta soltanto di una testimonianza che non ha altri riscontri oggettivi. Parole messe nero su bianco 11 anni fa e riprese oggi dagli inquirenti della Procura ternana che hanno aperto un fascicolo per omicidio e occultamento di cadavere a carico di Roberto Lo Giudice e del cognato di Barbara, Maurizio.