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Perugia, si finge innamorato e spilla 20 mila euro a una 70enne

Alessandra Borghi
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L’ha corteggiata su facebook e whatsapp per tre mesi fino a guadagnare la sua completa fiducia. Ma dietro le attenzioni e le parole dolci si nascondeva solo una truffa. Quella che l’ha portata a dare al sedicente innamorato più di 20 mila euro. 
Vittima del raggiro una settantenne perugina che ieri ha denunciato tutto alla polizia postale. E’ stata la figlia ad accorgersi che qualcosa non andava e ad approfondire quanto stava accadendo. La donna, infatti, purtroppo è arrivata a impegnare beni di famiglia pur di soddisfare le richieste sempre più pressanti del truffatore. 
Tutto è iniziato lo scorso giugno, quando è stata contattata su Facebook da un uomo che si è presentato come un ingegnere che vive a Cardiff. Lui le ha mandato numerose foto e persino la carta di identità. Con modi garbati è riuscito a conquistarsi la sua amicizia. 
Quindi la conversazione sentimentale si è spostata su Whatsapp. Con messaggi quotidiani l’uomo raccontava della sua situazione famigliare descrivendo problemi a non finire. Ha giurato alla settantenne che era sicuramente lei la donna della sua vita e le ha anche chiesto di sposarlo. Nel frattempo sono iniziate le richieste di denaro. Sempre con nuove scuse. In una circostanza lui si è inventato che si trovava per lavoro in Nigeria ed era finito all’ospedale per un avvelenamento. La malcapitata ha persino ricevuto la foto di un uomo in barella. Sono entrate in gioco anche altre persone e le è stato rappresentato un quadro grave, per cui servivano soldi per le spese sanitarie.Per convincere la settantenne a trasferirgli somme di denaro il truffatore ha mandato persino dati relativi a un conto corrente per dimostrare che i soldi li aveva, ma che non poteva ritirarli: erano temporaneamente bloccati. 
Insomma, la donna si doveva fidare perchè si trattava solo di “prestiti”. La capacità di persuasione dell’uomo è giunta al punto da indurre la vittima a impegnare beni preziosi pur di soddisfare le richieste. I versamenti sono stati fatti tramite Western Union e Postepay. Ogni volta venivano indicati nominativi diversi a cui mandare i soldi. A quanto pare il finto corteggiatore non agiva da solo. 
Spesso, del resto, le truffe sentimentali non sono perpetrate da singoli malfattori. Dietro il fenomeno in forte diffusione si nascondono per lo più veri e propri gruppi criminali di nazionalità straniera (soprattutto nigeriana). 
Le vittime sono in prevalenza donne e le tecniche di persuasione passano per l’invio di foto di bell’aspetto (come in questo caso) e il ricorso a frasi romantiche, mai volgari. Il corteggiamento all’insegna di promesse di incontri e inviti dura qualche mese attraverso telefonate e social network. 
Il casanova poi ha sempre qualche difficoltà, dalle spese per la salute precaria a quelle per la casa da ristrutturare, per cui comincia a battere cassa. E una volta caduti nella trappola può essere difficile uscirne senza un familiare o un amico che intuiscano lo stato di soggezione psicologica in cui cade la vittima.
Il consiglio della polizia: raccogliere più elementi possibili per rintracciare gli artefici del raggiro e denunciare per evitare che altri incappino nello stesso problema.