Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Terni, condanna esemplare per ciclista pirata della strada

Un 42enne ternano, in sella alla sua bici, aveva provocato un incidente, nel quale era rimasta ferita in modo serio una donna, ma non si era fermato a soccorrerla. Pena di un anno e cinque mesi, più 10 mila euro di provvisionale

  • a
  • a
  • a

Il 23 giugno del 2017 in piazzale Tristano di Joannuccio, di fronte all'ospedale Santa Maria di Terni, scendendo contromano in bici lungo la corsia riservata alle ambulanze, era finito contro uno scooter condotto da una donna che, in seguito all'incidente, aveva riportato contusioni e fratture: lesioni importanti, guarite solo dopo oltre due mesi. Non solo. Il ciclista, anziché prestare soccorso e mettersi a disposizione per i rilievi del sinistro, si era dato subito alla fuga. Circa un mese dopo però, a seguito delle accurate indagini condotte dall'ufficio incidenti della polizia locale di Terni e basate anche su alcune immagini registrate da telecamere di esercizi privati presenti in zona, il soggetto - ternano che oggi ha 42 anni - era stato individuato e denunciato.

A poco più di tre anni di distanza dai fatti, è arrivata anche la condanna da parte del tribunale. Mercoledì 17 settembre 2020 il giudice Biancamaria Bertan, accogliendo quanto chiesto in aula dall'accusa, ha infatti condannato il 42enne ad un anno e cinque mesi di reclusione: tre mesi per le lesioni personali causate alla donna - ternana di 56 anni - e la restante pena per i reati di fuga e omissione di soccorso. Contestualmente il 42enne dovrà versare una provvisionale di 10 mila euro alla vittima del sinistro, oltre alle spese di giustizia a ciò che il tribunale civile disporrà in seguito.

A commentare quanto deciso dal tribunale di Terni è l’avvocato Cristina Rinaldi, legale di parte civile per conto della 56enne: "Si tratta di una sentenza importante, per l’entità della pena ed anche per la provvisionale stabilita. La mia assistita ha subìto danni fisici importanti ed anche economici, legati in primis al mancato rinnovo del contratto lavorativo per la forzata assenza. Credo che la decisione dimostri che il fenomeno delle fughe successive gli incidenti, che mi risulta in crescita, trovi una risposta ferma da parte della giustizia". Diverso il punto di vista del difensore dell'imputato, l'avvocato Alessio Pressi: "Impugneremo la sentenza in appello per ottenere una revisione della pena in senso meno afflittivo, visto che il fatto, rispetto alla sua reale portata, riteniamo sia stato eccessivamente amplificato".