Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Crisi post lockdown, in provincia di Terni già chiusi 37 tra ristoranti e bar

La testimonianza di una commerciante, Stefania Basili, che aveva riaperto il 28 maggio il suo "Punto do Brasil", a Montecastrilli: è stata costretta ad abbassare definitivamente la saracinesca il 5 settembre

Simona Maggi
  • a
  • a
  • a

Settore della ristorazione sempre più in crisi a Terni e provincia. I dati di Infocamere-Movimprese evidenziano che le attività dei servizi di ristorazione attive sono 1.155. Dal 1° gennaio al 30 giugno 2020 hanno chiuso 37 attività, mentre nello stesso periodo le nuove iscritte sono sei. Anche prima del lockdown, però, il settore manifestava segnali di crisi: nel 2019 avevano cessato complessivamente 65 attività, anche se c’erano state anche 43 nuove registrazioni.  Quest'anno i due mesi di chiusura totale per l’emergenza sanitaria ha ovviamente dato il colpo di grazia a diverse attività commerciali già in difficoltà, in particolare nel settore della ristorazione.

Tra i tanti i locali che non ce l'hanno fatta c’è anche “Il punto do Brasil”, di Montecastrilli, la cui titolare era Stefania Basili, che pure dopo il lockdown aveva riaperto (il 28 maggio 2020), per poi dover abbassare definitivamente la saracinesca il 5 settembre 2020. “Dopo nove anni – spiega Stefania con le lacrime agli occhi – purtroppo ho dovuto mettere la parola fine al mio locale licenziando anche mia sorella che era dipendente. In questi anni 'Il punto do Brasil' era un punto di ritrovo per i giovani del luogo. La sera venivano per incontrarsi e consumare un aperitivo o cocktail, ma anche per scambiare qualche chiacchiere e ascoltare la musica. Negli anni abbiamo sempre guardato al futuro, ma il lockdown è stato il colpo di grazia. Ho provato, dopo quasi tre mesi di stop a causa dell'emergenza sanitaria, a riaprire ed andare avanti, ma non ci sono riuscita. L'affitto, le utenze, le tasse e i contributi non si sono mai bloccate. Malgrado gli incassi non ci fossero stati i pagamenti comunque li abbiamo dovuti fare, lasciando indietro magari qualche pagamento. Dallo Stato non è arrivato niente, anzi mi correggo sono arrivati 600 euro il 13 maggio e altri 600 alla fine di maggio, dopodiché niente”.

Dopo tanti anni e con un'attività  creato con tanto amore e sacrificio Stefania deve ricominciare tutto. “Al momento – conclude – devo chiudere tutti pagamenti che magari ho lasciato in sospeso con il complicato iter burocratico richiesto. Poi mi guarderò intorno e cercherò un nuovo lavoro, anche fuori dalla regione, che mi possa offrire la possibilità di guardare, dopo quello che è accaduto, al futuro in maniera positiva. Ora certo la ferita sanguina e mi fa male pensare che ho dovuto chiudere perché non c'è stato nessun aiuto”. Stefania  Badili del bar “Il punto do Brasil” di Montecastrilli è una delle tante vittime che ha fatto la pandemia a livello economico. Il lockdown è stata la fine per molte attività commerciali di Terni e provincia.