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Terni, classi smembrate alla scuola primaria Battisti: protestano i genitori

Le aule non sono idonee per ospitare 23/24 bambini, ne potrebbero contenere massimo 18, per cui gli studenti in ‘esubero' verranno accorpati in altri locali

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"No deciso allo smembramento delle classi, alla scuola primaria Battisti di Terni".

A pronunciarlo sono i genitori dei bambini, sul piede di guerra perché gli alunni di questa scuola, circa 250, vedrebbero le loro classi smembrate di alcuni bambini, selezionati, a detta degli stessi genitori, senza un preciso criterio. Inoltre, con una turnazione settimanale, dovrebbero essere uniti ad altri bambini di altre sezioni. Questo in base alle norme anti Covid che dettano distanze e spazi precisi.

Le aule della scuola non sono idonee per ospitare 23/24 bambini, ne potrebbero contenere massimo 18, per cui gli studenti in ‘esubero’ verrebbero di fatto accorpati in classi ‘figlie’ in altre aule o laboratori. Un’altra penalizzazione riguarderebbe anche le insegnanti, le quali non sarebbero più quelle di appartenenza ad ogni sezione, ma subirebbero a loro volta una turnazione e i bambini si ritroverebbero a cambiarle ogni volta. I genitori si oppongono fermamente in primis per una questione di sicurezza, in quanto un contatto con altri bambini non ‘congiunti’, come è una classe fatta e ‘chiusa’, comporterebbe un aumento del rischio di contagio. Alcune mamme hanno incontrato la preside della direzione didattica Aldo Moro, Maria Principato. venerdì 11 settembre 2020

“Le classi – dicono le mamme - devono rimanere integre e le insegnanti di riferimento devono essere sempre le stesse. Questo ovviamente allo scopo di contenimento del Covid, e quindi di contenere i contatti con i soli compagni di classe, cosiddetti congiunti. In questi quattro mesi – tuonano - nessun lavoro è stato fatto per la ricognizione degli spazi effettivamente utilizzabili per l’attività didattica e per l’individuazione di quelli che gli enti locali avrebbero dovuto reperire e attrezzare per tempo, ci si è ridotti all’ultimo. Tutte le altre scuole della città – rimarcano - non si trovano nella nostra condizione”.

Ma la preside dal canto suo replica: “E’ da giugno che ho chiesto più spazio al Comune, il 31 agosto c’è stata la riunione del consiglio d’istituto dove è stato valutato come organizzare l’avvio. Ho fatto salti mortali, sono stati effettuati sopralluoghi sulle aule e calcolata con i tecnici comunali la planimetria dei locali e le possibilità di disposizione. Per il resto abbiamo termo-scanner, gel disinfettanti, mascherine e sanificazioni quotidiane. Il Comune , però – prosegue - ha vinto da poco il bando ministeriale per le regole Covid e solo pochi giorni fa ho saputo in via ufficiosa di avere a mia disposizione ulteriori locali che però dovranno essere messi a norma e ci vorrà del tempo”.

I genitori hanno deciso di costituire un comitato e proseguire la loro battaglia anche con le istituzioni