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Il commissario anti Covid, Onnis: "Vaccinate i vostri figli"

Virus a scuola, in caso di alunno positivo tutta la classe va in quarantena

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“I bambini e i ragazzi andrebbero vaccinati il più possibile, così, in molti casi, si eviterebbe di trovarci di fronte a sintomi simil-Covid”. A dirlo, parlando di come verrà gestito il virus a scuola, è il commissario ad acta per l’emergenza pandemica, Antonio Onnis. Il nodo centrale infatti, ancor prima di dover intervenire per un caso di positività in una scuola, è il riconoscerlo. E un bel da fare ce lo avranno i pediatri, chiamati a stabilire se un alunno che ha tosse sia meritevole di tampone oppure no. Di lì l’invito alla vaccinazione di massa. Ad ogni modo, in caso di malesseri per uno studente (cxhe vanno tenuti a a casa al primo raffreddore, tosse, mal di gola o mal di pancia) dopo l’iniziale isolamento, se il medico curante reputa sia il caso, si fa il tampone. 
E’ quindi il referente scolastico (ce n’è uno in ogni istituto) ad avvertire il referente Covid del suo distretto sanitario che a quel punto attiva il Servizio di Igiene e pubblica sanità. “E’ allora che si decide chi mettere in quarantena - aggiunge Onnis - ma il gruppo classe lo reputo tutto a rischio, i compagni saranno considerati tutti contatti stretti da isolare e testare. Ma non solo loro. In questi ultimi giorni abbiamo fatto tre webinar con il personale scolastico (il terzo non era previsto ma è stato attivato grazie alla grossa adesione) e abbiamo detto loro di annotare qualunque cosa per non trovarci impreparati. Faccio un esempio: se in una classe i ragazzi restano con un bidello anche per poco, va annotato. Così come chi entra, a qualsiasi titolo, a scuola”. Poi, una volta in quarantena, si procede con l’analisi. Al momento Onnis parla di tamponi, per il test della saliva si deve attendere l’esito dello studio che sta portando avanti la professoressa Antonella Mencacci. Se si potesse usare alla stregua di un molecolare garantirebbe tempi rapidissimi: 120 risultati in 60 minuti. Ad ogni modo, per ora si procederà con i tamponi. “Manderemo operatori sanitari nelle case, al momento non sono previsti ambulatori o punti di prelievo dedicati alla scuola, anche perché molto spesso non sarà solo l’universo scuola ad essere coinvolto in un caso di positività, dato che i ragazzi hanno una vita anche fuori dalle classi” spiega Onnis. E sul tempo in cui si dovrà restare isolati, il commissario resta prudente: “Si discute molto se ridurre la quarantena, ma tra il primo e il secondo tampone vanno fatti passare alcuni giorni come minimo e non saranno tanti meno di 14”.