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Sanità poco attrattiva in Umbria, certificato il saldo negativo di 10.4 milioni nel 2018 per la mobilità interregionale

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Il saldo è di -10,4 milioni di euro nel 2018. E’ il dato certificato per l’Umbria della Fondazione Gimbe. Il cuore verde rientra così tra le regioni a “saldo negativo minimo”. Si tratta del bilanciamento tra la mobilità attiva, che esprime l’indice di attrazione di una Regione, identificato le prestazioni sanitarie offerte a cittadini non residenti, e la mobilità passiva. Quest’ultima configura l’indice di fuga da una Regione, misurando le prestazioni. sanitarie erogate ai cittadini al di fuori della Regione di residenza. La differenza tra crediti, frutto della mobilità attiva, e debiti, conseguenza della mobilità passiva, determina il saldo di ciascuna Regione. Il saldo netto tra i 87.671.300 di crediti e i 99.953.879 di debiti ha portato l’Umbria a -12.282.579 euro. Poi è intervenuto il conguaglio e si è scesi a 10,4 milioni.
“La distribuzione del saldo attivo 2018”, scrive Gimbe, “ mostra che il 97,4% si concentra in sole 4 Regioni e l’87,3% in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, ovvero quelle che per prime hanno intrapreso iniziative per ottenere maggiori autonomie con il regionalismo differenziato e sottoscritto pre-intese con il Governo. Anche se la distribuzione del saldo passivo 2018 presenta una maggiore frammentazione, l’84,4% si concentra in 6 Regioni del Centro-Sud”.