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Umbria, crollo del Pil dell'11.1% per il 2020. Peggio anche delle regioni del Mezzogiorno

Le previsioni regionali Svimez mostrano un andamento dell'economia preoccupante

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L’Umbria scivola sempre di più tra le regioni del Sud. Le previsioni regionali Svimez per il 2020 evidenziano un crollo del Pil dell’11.1%. La Campania e la Puglia, che insieme concentrano circa il 47% del Pil del Mezzogiorno, perdono rispettivamente l’8 e il 9%. La Calabria il 6.4%. E il 2021 non fa ben sperare. Le regioni centrali sono accomunate da una certa difficoltà di recupero, in particolare l’Umbria e le Marche. Alla questione settentrionale e a quella meridionale intorno alle quali tradizionalmente si polarizza il dibattito nelle crisi italiane, sembra aggiungersi una “questione del Centro” che mostra segnali di allontanamento dalle aree più dinamiche del Paese. La ripartenza è in frenata: + 4.7% a fronte di un + 6.9 della Lombardia, + 7.8 del Veneto e 7.1 dell’Emilia Romagna tanto per citare alcune delle regioni più dinamiche. Il Centro accusa i colpi del sisma, un po’ come da tempo stanno evidenziano i parlamentari umbri di ogni schieramento politico che per le aree terremotate chiedono al governo un fisco agevolato come al Sud. Il crollo del Pil si ripercuote, inevitabilmente, sui redditi (-5.2) e sui consumi delle famiglie (-12.2%).