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Terni: palazzetto di viale Trieste in gestione a prezzi stracciati, pubblicato il bando

Dimezzato il canone di affitto e allungata fino a 15 anni la durata della concessione

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Prendere in gestione la “cupola”, ovvero il palazzetto di viale Trieste, a Terni, costerà la metà rispetto a quanto la Provincia non abbia chiesto nel precedente avviso, il lontano 2 gennaio 2020, e la concessione potrà durare fino a 15 anni, anche se resta la solita incognita: quanti e quali lavori debbano essere realizzati per mettere in sicurezza e a norma l’impianto.

E’ questo quanto emerge dalla lettura del bando che Palazzo Bazzani ha pubblicato nel pomeriggio di martedì 1 settembre 2020, passaggio cruciale per far sì che il palazzetto – per decenni “casa” del basket – possa riprendere a fare quanto interrotto ormai dal maggio 2019, ovvero ospitare giovani, e meno giovani, per fare sport. Nel dettaglio, il bando parla di un “valore presunto della concessione, desunto dall’importo degli introiti annui per i 15 (quindici) anni di gestione previsti, è pari a 496.800 mila euro” e a un “valore del canone annuo da corrispondere alla Provincia, da parte del concessionario, pari a 4.500 euro, soggetto ad aumento in fase di gara”. Si calcoli che, nel passato, la richiesta era di 9 mila euro annui, quindi esattamente dimezzata. Occhio, però, perché l’ente proprietario ha abbassato la richiesta con l’obiettivo che il nuovo concessionario possa mettere mano al portafoglio per rinnovare l’impianto, per anni utilizzato “in deroga” alle varie prescrizioni di legge.

Nella valutazione delle eventuali offerte che dovrebbero (potrebbero) arrivare, il punteggio più alto non l’avrà quella economica ma l’offerta tecnica (70 su 100, rispetto ai 30 su 100 di quella in denaro). In particolare l’offerta tecnica prevede il progetto gestionale (massimo 30 punti), la qualificazione professionale e il profilo tecnico della gestione (5 punti ciascuno), la qualità della proposta sportiva (10 punti) e gestionale (5), infine il radicamento sul territorio (5 punti). Ancora, il progetto di valorizzazione e riqualificazione (fino a 30 punti), la minore durata della concessione, rispetto ai 15 anni (10 punti). Per quella economica, 20 punti vale l’importo in aumento del canone annuo, 10 la percentuale di riduzione delle tariffe. Il mondo del basket cittadino, così, ha preso atto del bando e inizia a ragionare.

Ora la palla passa alle società locali, che si sono unite nel progetto Basket Emergency, con il coordinamento del delegato provinciale della Federazione Pallacanestro, Riccardo Seconi. Il Corriere ha sentito due presidenti di società, ovvero Pierpaolo Pasqualini (Union Basket) e Francesco Ciommei (Interamna). Il parere è stato pressoché unanime: il nodo cruciale è quantificare i lavori che vanno messi in cantiere per rendere l’impianto agibile a norma di legge. “Il punteggio più alto viene assegnato proprio all’offerta tecnica – spiega Pasqualini – è quindi fondamentale capire quali interventi ci siano da fare”. “Il nodo sono i lavori da realizzare  – dice Ciommei – ci confronteremo con le altre società di Basket Emergency e faremo le nostre valutazioni”. Il bando scade alle 13 del 15 ottobre 2020.