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Palazzo dei Priori: Umbria Jazz resta a Perugia. Per il 2021 si lavora a un'edizione anti Covid

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Piazza IV Novembre nella serata di Umbria Jazz (foto Belfiore)

A.A.
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Il format di Umbria Jazz resta com’è. Il consiglio comunale di Perugia ha approvato lunedì la mozione che risponde all’atto in Regione che proponeva una manifestazione “itinerante”. Ma la Fondazione sta lavorando a una manifestazione 2021 in chiave anti Covid. Con due piani. Il piano A è il ritorno a un festival Covid free. Il piano B, in caso di emergenza, è un’edizione più compatta, (sulla falsariga delle quattro serate di agosto ma con programma più ampio meno limitazioni), nel rispetto delle norme anti contagio. Una cosa è certa: sarà tutta a Perugia. Proprio come prescrive la mozione urgente approvata da 31 consiglieri su 31 per scongiurare l’ipotesi di un festival “itinerante”. Appreso dell’approvazione dell’emendamento in consiglio regionale con cui si prevede l’ipotesi di trasformare UJ in manifestazione itinerante, un gruppo di consiglieri di maggioranza ha presentato la mozione, ritenendo la circostanza inaccettabile, non per una questione di campanilismo, ma perché Umbria Jazz “è nata ed è parte dell’identità della città”. Spostare i vari eventi altrove –sempre secondo quanto esposto nell’atto- significherebbe “sia snaturare la manifestazione con conseguente riduzione delle presenze, sia determinare una crescita esponenziale dei costi di organizzazione”. Si chiede, pertanto, all’amministrazione “di ribadire l’opportunità che la rassegna mantenga il format attuale, concentrato nella città di Perugia”. Se formalmente è rivolta al sindaco, è stato sottolineato, di fatto la proposta è a sostegno di chi UJ la fa, di coloro che vi lavorano, che per primi conoscono le criticità dell’ipotesi avanzata. Senonché dall’opposizione è stato ipotizzato che si possano svolgere in altre aree del territorio regionale appuntamenti specifici che “contribuirebbero al turismo nella regione”.