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Covid e trasporti, in Umbria servono 100 autobus in più per la riapertura delle scuole

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Alessandro Antonini
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Servono altri 100 autobus in vista della riapertura delle scuole. E’ la stima elaborata dalla Regione Umbria dopo l’accordo trovato in conferenza Stato-Regioni sulle linee guida del trasporto scolastico. La capienza all’80% delle possibilità dei mezzi si traduce in una integrazione di fondi richiesta pari a tre milioni di euro. “Rispetto alla prima previsione in cui si stimava un fabbisogno di 170 mezzi, adesso la cifra di aggira sui cento bus aggiuntivi sul contingente attuale di 500. Con un’integrazione richiesta al governo di circa tre milioni di euro”, fa sapere l’assessore regionale ai Trasporti, Enrico Melasecche. Si era partiti infatti con una capienza al 50% delle possibilità. Ora siamo all’80%. I tre consorzi trasportistici umbri, con Busitalia in testa, sono già impegnate per il reperimento di autisti e mezzi. Potranno essere impiegati anche quelli privati delle ditte turistiche, che più delle altre hanno subìto gli effetti negativi del lockdown.
La deroga al distanziamento a bordo dei mezzi di trasporto, considerata la limitata permanenza temporale sui mezzi da parte dei viaggiatori, fino a una capienza dell’80%, prevede che vengano garantite adeguate misure di contenimento dei rischi di contagio come mascherina obbligatoria, sanificazione degli ambienti e adeguato ricambio d’aria. A questo dovranno provvedere le aziende dei trasporti. Le Regioni, in modo unitario, chiedono certezze sulle risorse. Buona parte dei fondi, evidenziano i governatori, è necessaria per finanziare i servizi aggiuntivi volti a coprire il 20% della capienza che resta inutilizzata. Un’altra richiesta per cui si attende risposta ufficiale è sull’applicabilità delle norme a tutto il trasporto pubblico locale, compreso quello ferroviario, eliminando la differenza tra trasporto urbano ed extraurbano. “E’ condizione essenziale per l’approvazione delle linee guida - è scritto nel documento delle Regioni - che vengano stanziate risorse aggiuntive attraverso un decreto legge ad hoc al fine di garantire agli enti concedenti la copertura finanziaria ed amministrativa, quantificabile, per il solo 2020, in 300 milioni di euro per tutte le Regioni e Province autonome. Il governo deve assumere tale impegno già nelle premesse delle linee guida in esame. Alle risorse va affiancato un sistema di regole per garantire l’avvio celere ed urgente di tali servizi aggiuntivi che vanno affidati al gestore del servizio nell’ambito di riferimento e da questi eventualmente sub affidati a soggetti esterni, anche in deroga ai contratti di servizio in essere”.