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Tariffa rifiuti in Umbria, in arrivo aumenti in bolletta fino al 5%. Crescono i conferimenti in discarica

Alessandro Antonini
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Tari, settimana decisiva per il conguaglio 2020. L’aumento della tariffa rifiuti in Umbria sarà ricompreso entro una forbice tra l’1 e il 5%. Lo fa sapere Auri, autorità unica regionale che rappresenta i 92 Comuni umbri e ha elaborato le proiezioni in base ai piani economici e ai nuovi metodi di calcolo della tariffa introdotti da Arera. Alcuni Comuni, vedi Terni, che hanno scelto l’invarianza fiscale per l’anno in corso, dovranno spalmare l’incremento nel triennio 2021-2023, fa sapere la direzione Auri. Il criterio di calcolo deciso dall’autorità nazionale per quest’anno blocca gli incrementi entro una soglia del 6,6%. Entro questa settimana l’assemblea Auri dovrà analizzare i numeri per poi fare approntare ai comuni i piani economici finanziari definitivi. Aumento in vista per il Comune di Perugia, ma sotto la soglia che era stata ipotizzata in base ai maggiori costi sostenuti per la raccolta e lo smaltimento da parte del gestore, Gest (Gesenu). Soprattutto cala ma non abbastanza la produzione complessiva di rifiuti e non aumenta di quanto dovuto la raccolta differenziata.
La produzione regionale dei rifiuti relativa al 2019 - è il dato certificato da Palazzo Donini - è risultata pari a 454.479 tonnellate, con una lieve riduzione rispetto al 2018 di 6.043 tonnellate, pari al 1,31%. Il dato complessivo regionale evidenzia il mantenimento dell’andamento lievemente decrescente evidenziato a partire dal 2010. In termini di raccolta differenziata, nel 2019 si assiste ad un incremento del dato regionale che si assesta al 66,1%, con un incremento rispetto al 2018 di 2,7 punti percentuali. Senonché la quota indicata dai vari atti regionali non è stata raggiunta. Anzi, siamo lontani: nel 2018 era il 72,3%, nel 2019 il 75. Aumenta il conferimento in discarica, il dato più preoccupante. Nel 2019 sono state conferite 201.112 tonnellate di rifiuti, con un incremento di circa 5.000 tonnellate, pari al 2%, rispetto all’annualità 2018. L’assenza della chiusura del ciclo e l’autonomia limitata dai 2 ai cinque anni per il sistema delle cinque discariche umbre è il problema principale che si trova ad affrontare la Regione nella redazione del nuovo piano dei rifiuti.