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Terni: pronto il bando per la "cupola", il palazzetto dello sport di viale Trieste

La Provincia annuncia che lo pubblicherà entro agosto 2020. Affitto più basso e gestione più lunga, ma rischia di andare ancora deserto

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Uscirà entro fine agosto 2020, a quanto annuncia la Provincia di Terni, il palazzetto dello sport di viale Trieste, da tutti conosciuto come "la cupola",

Chiuso ormai da fine maggio 2019, c'erano voluti sette mesi per pubblicare un primo bando (il 2 gennaio 2020, andato deserto) e proprio quando iniziava a circolare la voce che fosse pronto quello nuovo, ai primi di marzo, il Covid ha bloccato tutto.

Il problema è che la cupola” che ha ospitato per decenni in particolare l’attività del basket cittadino, rischia di continuare a restare chiusa chissà per quanto tempo. Il motivo per cui il precedente è andato deserto, malgrado le società sportive cittadine avrebbero avuto e abbiano maledettamente bisogno di poter tornare a utilizzare la struttura, è presto detto: la Provincia non intende certificare quanti e quali lavori siano necessari per la messa a norma e in sicurezza di un impianto che ha oltre 40 anni di vita, costruito in un’epoca in cui, di fatto, non c’erano prescrizioni dettate dalla legge né, evidentemente, neanche dal buon senso. Chi lo progettò, per dirne una, si dimenticò che i canestri poggiano su una base, ma lo spazio non fu previsto, al punto che ci si inventò di fissarli al soffitto, caso unico in Italia in un palazzetto. Per non parlare del fatto che, sotto le stesse plance, si pensò bene di piazzarci delle scale.

Tornando ad oggi, da Palazzo Bazzani fanno sapere che il bando, in linea teorica, sarà (sarebbe) più appetibile. Verrà abbassato il canone di affitto annuo da corrispondere all’ente, così come si è pensato di allungare l’arco temporale della gestione, che potrebbe diventare persino ultradecennale. Sforzi creativi lodevoli, quelli della Provincia, che però non risolvono un nodo cruciale: quanto c’è da spendere per la messa a norma e in sicurezza? Alla domanda Palazzo Bazzani ha sempre replicato che non le compete di rispondere, che è un problema che dovrà (dovrebbe) affrontare chi si accollerà la gestione. Quindi, intanto ci si impegna economicamente per l’affitto (problema minore), mentre che ci sia da spendere 30, 50, 100 o 200 mila euro per rendere l’impianto agibile, quello lo si potrà scoprire solo vivendo.

Ma la Provincia di Terni, peraltro, non aveva annunciato a inizio 2020 che era riuscita a sbloccare 2 milioni di euro da destinare proprio agli impianti sportivi, in primis le palestre scolastiche? Sulla cupola non ha possibilità di investire neanche un euro? E se invece può farlo, perché non è possibile far valutare dai suoi tecnici, unitamente ai vigili del fuoco che poi dovranno certificare l’agibilità, quali e quanti lavori necessita il palazzetto? Domande alle quali sarebbe interessante ricevere risposta, per non correre il rischio di un altro bando deserto. Perché il nodo è solo questo, per poter sperare di sentire di nuovo rimbombare il rumore inconfondibile dei palloni che rimbalzano sul parquet della cupola.