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Perugia, arrestato 24enne rumeno: era latitante grazie al cognome della moglie

Fra.Mar.
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Ha continuato a beffare la polizia e le forze dell’ordine per almeno due anni. Perché lui lo sapeva di dover scontare una condanna a due anni e mezzo di reclusione, sapeva di essere colpevole e sapeva che se non avesse cercato di cambiare identità, almeno in Italia, per lui le porte del carcere si sarebbero spalancate immediatamente. Come infatti è accaduto ieri, quando, finalmente, dopo mesi di ricerche attive, gli agenti della sezione “reati contro il patrimonio” della squadra mobile della questura di Perugia, guidata da Carmelo Alba e dal vice, Adriano Felici, sono riusciti a localizzarlo e, infine arrestarlo. 
Fino ad ora non era stato possibile perché, dopo essersi sposato in Romania, come previsto dall’ordinamento di quel paese, si è cambiato il cognome, mettendosi quello della moglie. Così, facendolo cambiare anche sul documento di identità, in almeno tre occasioni - uno a febbraio e due a ottobre - è clamorosamente sfuggito ai controlli. In almeno tre occasioni lo scorso anno infatti, il 24enne è stato fotosegnalato dalle forze dell’ordine. Ma a carico di quell’uomo, col cognome della moglie, non risultava nessun ordine di carcerazione per una condanna definitiva per diversi reati contro il patrimonio e contro la persona. 
Il 24enne infatti era latitante già dal 2018, e quindi lo scorso anno, se non avesse coscientemente adottato lo stratagemma del cambio di cognome, sarebbe andato in carcere. Nello specifico adesso dovrà scontare una pena di due anni sei mesi e 28 giorni per la rapina di cui si rese responsabile nell’ agosto del 2015 a Bastia. Il 24enne aggredì un’anziana di 70 anni portandole via la collana e il bracciale d’oro e le provocò anche delle ferite. Di lì anche l’accusa di lesioni personali. Ma il suo è un curriculum criminale denso di episodi: nel 2017 venne arrestato nuovamente dalla squadra mobile al termine di un’indagine sui furti di rame nei cimiteri della zona e sui furti negli esercizi commerciali. Sempre nel 2017 venne beccato dal datore di lavoro, una nota cantina della zona, mentre tentava di rubare della merce. Ma il 24enne ha precedente che risalgono al 2014, anno più o meno in cui è arrivato a Perugia e nella lista si può leggere di tutto: furti aggravati, nonché episodi di rapina, ricettazione, possesso di arnesi atti allo scasso e uso di atto falso. 
Non solo, negli ultimi due anni di latitanza ha ripreso a fare piccoli furti, che però, almeno fino ad ora risultavano essere a carico di un’altra persona grazie al cambio di cognome. 
Ma gli agenti della squadra mobile che lo conoscevano per aver indagato a fondo su di lui hanno continuato a cercarlo perché sapevano di trovarlo in città. E, alla fine, così è mandata: lo hanno trovato e arrestato. E adesso si trova nel carcere perugino di Capanne.