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Perugia, 23enne in carcere: "Chiedo scusa per averlo accoltellato"

Fra.Mar.
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Ha ammesso il suo gesto e ha chiesto perdono al ragazzo che ha rischiato di uccidere con una coltellata. Davanti al gip, Natalia Giubilei, il 23enne, Kristi Musaj, arrestato per aver ferito il 22enne perugino, Samuele C., ha chiesto anche di poter far visita alla vittima e ha espresso la volontà di volerlo risarcire economicamente per il danno fisico che gli ha provocato con quel fendente che ha lambito il fegato provocando un’emorragia endoaddominale. Il 23enne greco, assistito dall’avvocato Vincenzo Bochicchio, ha detto di aver tirato fuori il coltello perché sarebbe stato provocato da un gruppo numeroso di ragazzi e avrebbe perso il controllo. A dimostrazione della follia, collettiva, della nottata del 9 agosto scorso fuori dal bar “Dadando” di via Pievaiola, ci sono diversi filmati girati da alcuni dei tanti presenti alla rissa che ha coinvolto diverse persone. 
Ma, ad avere la peggio, è stato uno di quelli che se n’era rimasto in disparte e si è fatto avanti solo all’ultimo per fare da paciere. Invece ha beccato una coltellata alla pancia che ha rischiato di mandarlo all’altro mondo. Tanto che Musaj deve rispondere dell’accusa, formulata dal pm Mario Formisano, e confermata dal gip, di tentato omicidio
“Dalle dichiarazioni dei testimoni e dall’esame del filmato - ha scritto il giudice nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere - si vede come il colpo sia stato inferto in maniera volontaria e violenta in una zona del corpo, l’addome e, in particolare, l’ipocondrio, sede di organi vitali quali la milza lo stomaco e i reni”. Ieri mattina il legale del giovane ha chiesto la sostituzione della misura in carcere con quella degli arresti domiciliari. Il gip si è riservato una decisione nei prossimi giorni. Intanto, nell’ordinanza aveva scritto che per Musaj “alla luce della sua personalità, come emersa dai fatti ascritti, nonché per le esigenze cautelari si ritiene che l’unica misura sia quella carceraria perché misure meno afflittive non possono essere una valida alternativa, né un ostacolo alla commissione di ulteriori delitti”. Per il gip Musaj è un “soggetto violento che circola spesso armato e che più volte si è reso protagonista, per futili motivi, di episodi simili a quello per il quale viene indagato, consentendo di escludere l’occasionalità degli episodi criminosi accertati”. Prima di colpire Samuele, il 9 agosto scorso, aveva già cercato di accoltellare il ragazzo con cui stava litigando già da un po’.