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Coronavirus in Umbria, l'esperto: "Nuovo picco come aprile a fine settembre"

Francesca Marruco
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“Siamo nella fase di oscillazione in cui possiamo progredire verso un sistema non più controllabile, ovvero in una condizione di alta diffusione dell’infezione, se non si tiene sotto controllo con tutte le misure di contenimento e tracciamento che ormai conosciamo. Al momento, i modelli matematici dicono che questo scenario è quello più probabile”. 
A parlare è l’ingegnere di sistemi, Fortunato Bianconi, membro del Nucleo di valutazione epidemiologica dell’Umbria. E’ lui a spiegare quello che potrebbe accadere con un certo grado di probabilità: “In termini di timing, il nuovo picco di positivi probabilmente si avrà verso la fine di settembre quando i casi potrebbero arrivare a una numerosità paragonabile anche al momento di maggiore crisi”. Si stimano circa 900 casi. Basti pensare che il 5 aprile scorso i positivi erano 1.139 e solo il 15 marzo erano solo 138. Ma Bianconi sottolinea che adesso, rispetto ad allora “ si fa contact tracing vero e si evidenzia dal fatto che molti dei positivi di questi giorni sono connessi a cluster noti e definiti nella loro interezza, molti dei quali sono di importazione o legati a specifiche comunità”. 
E per questo, la seconda andata, che già si è vista in Oriente, potrebbe essere contenibile. “Ma i numeri saliranno - avverte l’esperto - non possiamo spaventarci”. 
L’altro aspetto positivo da tenere fortemente in considerazione è il dato dell’ospedalizzazione: “Il nuovo picco di ricoveri - spiega - è atteso per ottobre, e potrebbe essere la metà circa di quello che abbiamo avuto”. Ovvero un centinaio di casi. I primi giorni di aprile si avevano 204 ricoverati di cui 45 in terapia intensiva.