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Umbria, Tesei: "Riaprire scuole dopo il Referendum"

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Francesca Marruco
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Si dice “molto soddisfatta” per il successo della campagna promozionale che ha portato tanti turisti in Umbria. Quanto ai nuovi positivi al Covid ritiene che “una certa percentuale era prevedibile con le riaperture, ma stiamo gestendo molto bene la situazione. Dobbiamo proseguire su questa strada, fare squadra e avere un forte senso di responsabilità per sé e per gli altri”. La presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, parla della situazione nel cuore verde, meta scelta da tanti turisti con un occhio ai numeri Covid che tornano a crescere. 
L'Umbria è piena di turisti, siete soddisfatti degli esiti della promozione?
Sono molto contenta perché quando abbiamo assunto certe decisioni, specialmente al momento di partire con la promozione, era ancora un periodo delicato, però io ho voluto fortemente che uscisse questa campagna anche prima delle altre regioni. Credo che questa promozione sia stata vincente sia per i tempi, che per i contenuti. Finalmente siamo riusciti a comunicare l'identità della nostra regione in tutti i suoi aspetti. Le persone hanno capito e lo slogan “Umbria bella e sicura” ha dato risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Naturalmente non ci fermiamo qui, tutti i giorni monitoriamo la situazione dal punto di vista dei numeri, è la strada giusta che non intendiamo lasciare. Stiamo già lavorando a un progetto successivo di promozione che è un cambio di passo radicale per la nostra regione. L'Umbria è pronta ad accogliere anche nei prossimi mesi, perché può essere scelta anche per i prodotti che la caratterizzano, come il vino e l'olio, che possono diventare esperienze per i turisti. Con tutto il resto, beni culturali ed enogastronomia che rimane. Se facciamo squadra ce la possiamo fare. Dobbiamo lavorare insieme ed essere responsabili per evitare che ci sia un ritorno al passato dal punto di vista di questo Covid che speriamo presto di archiviare.
Proprio il numero dei positivi ha ripreso a crescere. Quanto preoccupa la curva? 
Una certa percentuale di casi era prevedibile con le riaperture. Non bisogna abbassare la guardia, io continuo a richiamare i nostri giovani al senso di responsabilità che devono avere per loro stessi e per gli altri perché ci si può divertire anche evitando gli assembramenti. Il monitoraggio comunque è molto puntuale e costante, così come gli interventi che vengono adottati. Certo c’è di nuovo l'Rt che si è alzato, ma ormai sappiamo come funziona e che va contestualizzato con i numeri assoluti. Inoltre la risposta della sanità è pronta e precisa con soluzioni di verifica immediate. Questi numeri, con il senso di responsabilità di tutti, possono essere sempre gestibili. Inoltre i casi sono quasi tutti di ritorno, noi abbiamo attenzionato subito i rientri in aeroporto, anche prima dei provvedimenti nazionali. Stiamo mettendo in campo tutto ciò che serve per isolarli e fare la mappatura dei contatti per evitare la diffusione perché il problema serio oggi è che i giovani sono asintomatici in molti casi quindi è anche uno scenario nuovo rispetto a ciò a cui ci siamo abituati prima. 
Presidente, l'Umbria è pronta a riportare i suoi alunni a scuola?
Noi ci stiamo mettendo una grandissima attenzione, siamo in continuo contatto con il governo. Però va capito che ci sono competenze nazionali, regionali e comunali. Stiamo parlando con tutti, purtroppo come si può capire non abbiamo ancora direttive chiare.
Qualora il ministro dovesse confermare la riapertura il 14, l'Umbria valuta di posticiparla a dopo il referendum?
Senza un quadro normativo nazionale che preveda una deroga al numero minimo di giorni di scuola, o un modo per recuperarli, noi come Regione autonomamente non possiamo decidere nulla. Al momento l'apertura del 14 settembre è stata fissata proprio per soddisfare il requisito delle lezioni che vanno fatte. Però, effettivamente, sanificare tutto per l'apertura della scuola, chiudere per permettere lo svolgimento sicuro del referendum e poi fare un’altra sanificazione in pochi giorni per far tornare gli alunni non ha molto senso. Con una cornice legislativa adeguata l'Umbria potrebbe ragionare su un differimento.