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Scuola, genitori e insegnanti bocciano mascherina in classe

L'obbligo del dispositivo di protezione viene definito una follia

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A meno di un mese dall’apertura della scuola si attendono certezze: dall’arrivo dei banchi monoposto ai trasporti fino alle responsabilità e al da farsi in caso di alunno positivo. E le poche disposizioni acquisite, vengono smentite mano mano che ci si avvicina al 14 settembre. Fino a qualche giorno fa, infatti, il ministro Azzolina aveva dichiarato che le mascherine per i bambini dai 6 anni in su non sarebbero state obbligatorie quando i bambini erano seduti al proprio banco. Ieri, invece, il responsabile del Comitato tecnico scientifico Miozzo, ha affermato che andranno indossate. “E’ sconcertante finora abbiamo lavorato per garantire il distanziamento e ora potrebbero cambiare le cose con l’uso della mascherina”, è il commento di Marina Marinangeli portavoce dei dirigenti scolastici dell’Umbria e preside dell’Istituto Mazzantini di Gubbio. A garantire la distanza, infatti, sembra bastare la disposizione dei banchi monoposto in consegna agli istituti a iniziare dall’8 settembre, ma le forniture si protrarranno per tutto il mese di ottobre. “Sappiamo che inizieranno le consegne - precisa Marinangeli - dalle zone più colpite dal virus, l’Umbria quindi sarà in coda”. 
Per Marinangeli c’è mancanza di comunicazione anche per tutto ciò che sta intorno alla scuola: primo fra tutti il tema trasporti. “Sulla questione, per esempio, siamo molto molto indietro - ribadisce la dirigente -, non abbiamo nessuna comunicazione né su quante corse verranno istituite, se ci saranno dei potenziamenti, se il distanziamento dovrà essere rispettato all’interno dei mezzi. Non sappiamo se e come i nostri studenti arriveranno al mattino in classe”. 
Sull’uso del dispositivo di protezione individuale sei ore in classe si esprimono anche i genitori. “Credo sarà difficile fa tenere la mascherina a bambini e ragazzi per tutto quel tempo - dichiara Eleonora Orsini referente dei comitati Priorità scuola e Scuola aperta Umbria -. Mi auguro che ogni plesso scolastico valuti le proprie criticità e ne consenta l’uso dove realmente servirà portarle. Sarebbe stato meglio predisporre tampone a tutti, test sierologici e misurazione della temperatura all’ingresso”. E Orsini aggiunge: “Non secondari poi i costi per le mascherine, considerando che ogni 4/6 ore vanno sostituite e i costi ambientali di uno smaltimento improprio che pagheremo per decenni. Come mamma mi rimetto comunque alle decisioni del Cts purché si torni a scuola”. Orsini ricorda anche che “nei mesi scorsi come comitato abbiamo inviato lettere ai referenti locali, in primis ai Comuni, per essere inseriti nei tavoli di concertazione e per chiedere un confronto su punti come il numero di studenti per classe, il reperimento di spazi utili, incremento dei fondi didattici, la richiesta di un maggior numero di insegnanti e la necessità di evitare, soprattutto ai più piccoli, la didattica a distanza. Ma nessuno ha risposto”.