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Bastia Umbra, ragazzo morto nella rissa. L'amico: "Ucciso per un parcheggio"

Il racconto di un testimone

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Per la morte di Filippo Limini tre ragazzi sono in carcere a Capanne. Dovranno difendersi dall’accusa di omicidio preterintenzionale e rissa aggravata. Dovranno spiegare agli inquirenti coordinati dal sostituto procuratore Paolo Abbritti e ai genitori del 24enne spoletino cosa sia accaduto in quel maledetto parcheggio fuori da una nota discoteca di Bastia Umbra. “Lo hanno ucciso per un parcheggio”, la versione di un testimone oculare, tra i migliori amici della vittima che non si dà pace per quanto accaduto.

Lo ha riferito un testimone oculare e amico di Filippo Limini, il venticinquenne spoletino ucciso alle 3.15 della notte tra venerdì e sabato all'avvocato Alberto Maria Onori, che assiste la famiglia della giovane vittima, e anche ai carabinieri.

“Secondo l'amico – ha ricostruito ieri il legale – Filippo dopo aver preso il pugno in faccia si stava rialzando da terra, ma in quegli istanti è stato investito dall'auto con a bordo i tre giovani” di 19, 20 e 23 anni. “All'interno della discoteca tra i due gruppetti di ragazzi non c'è stato alcun dissapore – spiega Onori sulla scorta del racconto dell'amico del venticinquenne morto – ma nel parcheggio i tre giovani avrebbero chiesto a Filippo e agli spoletini di spostarsi per farli uscire dal parcheggio, con la vittima e gli altri che gli avrebbero risposto che c'era spazio per la manovra. Da qui – va avanti l'avvocato - sarebbe nata la lite, con Filippo che ha preso un pugno in faccia ed è volato a terra, ma nel momento in cui l'auto stava uscendo dallo stallo di sosta Filippo, secondo la testimonianza dell'amico, si stava rialzando da terra. E’ a quel punto che è stato investito e soltanto dopo sono scattati i danni all'auto dei tre giovani, con uno degli amici che lo ha rincorso e gli ha rotto i vetri”.