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Il bello dell'Italia: Automobili Lamborghini sceglie Orvieto per rappresentare l'Umbria

Il giovane fotografo Alessandro Cinque, orvietano di origine, ha immortalato la fiammante Aventador Svj in piazza Duomo, nel quartiere medievale e nel borgo di Titignano

Davide Pompei
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Da settembre 2020 storie e luoghi italiani saranno comunicati da Automobili Lamborghini.

Nell'affresco di 21 visioni capaci di esaltare un patrimonio identitario unico come quello del Belpaese, a rappresentare l'Umbria sarà Orvieto.

Il progetto si chiama “With Italy, For Italy - 21 views for a new drive” e con l'immediatezza della fotografia celebrerà a livello internazionale eccellenze e bellezze d’Italia. Nell’iniziativa sono stati coinvolti venti tra i maggiori talenti della fotografia italiana, chiamati ad interpretare l’ethos, l’unicità e l’eccellenza delle venti regioni italiane insieme a venti diverse Lamborghini. A questi si aggiunge la grande fotografa Letizia Battaglia, a cui è affidata una speciale interpretazione della sua città, Palermo.

“Un viaggio concepito come atto di amore di un’azienda verso il proprio Paese – spiegano dall’azienda bolognese – nell’intento di far emergere quanto di straordinario custodiscono i suoi territori”.

È orvietano di origine, il fotoreporter e documentarista scelto da Lamborghini per raccontare l’Umbria, il giovane Alessandro Cinque, che ha effettuato uno shooting in piazza Duomo, nel quartiere medievale e nel borgo di Titignano, accompagnato da una fiammante Lamborghini Aventador Svj, una delle auto di punta e più performanti della casa bolognese.

Nato a Orvieto nel 1988, Cinque è un fotoreporter che attualmente vive a Lima.

Il suo lavoro è dedicato ad approfondire l’impatto devastante dell’industria mineraria sulle comunità indigene e sui loro territori, con particolare attenzione alle problematiche legate all’inquinamento ambientale e alla salute pubblica tra le comunità di Campesinos che vivono lungo il corridoio minerario del Perù.

Le questioni sociali e ambientali delle minoranze sono spesso al centro del suo lavoro.

Nel 2017 ha fotografato le miniere d’oro del Senegal e le attività di contrabbando dei kolbar al confine tra Iran e Iraq.