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Covid in Umbria, 188.147 screening anti tumorali bloccati da smaltire entro l'anno

Alessandro Antonini
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Screening anti tumorali di primo livello, 188.147 inviti a scadenza ancora da effettuare. E' il gap da colmare per chiamare tutta la popolazione bersaglio annuale. Il dato è contenuto nel piano della Regione Umbria varato il 5 agosto scorso per recuperare le prestazioni sospese dall’8 marzo al 21 giugno causa Covid. Secondo la consigliera regionale Pd, Donatella Porzi, gli inviti non sono stati ancora smaltiti. Gli screening cioè non sono stati ancora sbloccati. Palazzo Donini nel piano scrive che il recupero “è partito dal mese di giugno”. Ma, stando ai dati, c’è ancora da fare. Sono 42.412 gli inviti da recuperare per lo screening citologico (25.898 alla Usl 1 e 16.514 alla Usl 2), 96.951 per quelli del colon retto (56.212 Usl 1 40.739 Usl 2) e 48.784 per il mammografico (29.027 Usl 1, 19.757 Usl 2).
“La proroga dello stato di emergenza legato al Covid, disposta dal Governo nazionale, non giustifica i ritardi negli screening antitumorali che si stanno riscontrando nel sistema sanitario umbro, alla luce di possibili soluzioni che altre regioni italiane, come il Lazio, hanno messo in campo. Per questo la Giunta regionale deve dimostrare un cambio di passo per evitare di creare cittadini di serie A, che possono rivolgersi, senza aspettare, alle strutture private e di serie B, che invece devono aspettare per poter fare queste indagini e quindi aumentano il rischio di ammalarsi”. Così la consigliera regionale del Pd, Donatella Porzi, che sul tema ha presentato un’interrogazione.
“Il programma degli screening in Umbria” spiega Porzi “è in linea con gli standard nazionali ed ha sempre garantito ai cittadini coinvolti un percorso di qualità in tutte le sue fasi. Vengono garantiti lo screening per la prevenzione del tumore alla mammella, con inviti agli esami delle donne da
50 a 74 anni; lo screening relativo alla prevenzione del tumore della cervice uterina, che si rivolgeva alle donne tra i 25 e i 64 anni e dal 2006 anche lo screening per la prevenzione del tumore del colon retto”. “La situazione attuale”, sostiene Donatella Porzi “è che sono sospesi gli inviti di tutti i cittadini che dovevano presentarsi in periodo di Covid, e che andranno recuperati, ma sono sospesi anche i nuovi. Nella Regione Lazio, a differenza di quanto avviene in Umbria, gli screening sono attivi e alle aziende, impegnate nella rimodulazione delle agende, sono state illustrate le modalità con cui garantire il rispetto dei criteri di sicurezza introdotti nei vari Dpcm”.<TB>