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Perugia, macchinario da 28 mila tamponi a settimana: servirà per testare chi rientra dalle aree a rischio Covid

Alessandro Antonini
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E’ in fase di installazione all’ospedale di Perugia un macchinario che può analizzare 28 mila tamponi ogni sette giorni, per 10 settimane. E il piano di monitoraggio con test sierologici e tamponi di conferma, durerà in Umbria per altri sei mesi. E’ quanto fa sapere l’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto. I nuovi obiettivi del monitoraggio sono i soggetti che rischiano i contagi di rientro: sia gli umbri che sono andati in vacanza nei paesi in cui il Covid è in crescita sia i soggetti stranieri - turisti e lavoratori - che arrivano da quelle stesse aree. Il capogruppo del Pd, Tommaso Bori, chiede tamponi obbligatori con divieto di entrata per chi non si sottopone ai controlli. “I recenti casi di positività riscontrati in Umbria, tra cui quelli dei frati provenienti dalla Francia, sono solo gli ultimi di una serie di episodi che potevano essere evitati qualora la Regione avesse accolto la nostra proposta e provveduto ad emanare un’ordinanza per rendere obbligatoria la comunicazione dell’arrivo o del rientro in Umbria dall’estero e l’adozione di misure di isolamento preventivo in attesa del tampone”, dice Bori. Coletto ribadisce il no ad ogni tipo di divieto, “che metterebbe ancora più a rischio la ripresa”.