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"Fontivegge ormai fa paura, ho chiuso la mia pizzeria"

Francesca Marruco
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“Non tante sere fa ho avuto veramente paura. E’ la prima volta in quattro anni che ho temuto per me e per i miei clienti. C’erano troppe brutte facce in giro e, cosa mai accaduta in precedenza, ho deciso di chiudere prima la pizzeria”. E quella chiusura serale anzitempo, unita ad altri episodi e a un contesto che non cambia mai, ha portato i titolari del locale “Il testo” a decidere di chiudere, per sempre, il loro punto vendita di Fontivegge. 
Le motivazioni, non senza amarezza, le spiega uno dei due titolari, Dario Marcucci, che, insieme all’altro socio, ha per sua fortuna, anche un altro locale, a San Mariano, in una zona dove, decisamente non ci sono i problemi del quartiere della stazione di Perugia. 
“Ultimamente - spiega Marcucci - la zona di Fontivegge ha preso una piega strana. Ormai, noi commercianti e residenti, conoscevamo chi c'era tra i ‘buoni’ e ‘non buoni’ ma ultimamente c'è stata un’ondata di nuovi personaggi sconosciuti e niente affatto rassicuranti. Facce talmente brutte che sere fa ho chiuso prima per la paura. Per questo, insieme anche al fatto che dopo il lockdown molta della nostra clientela abituale non è tornata, abbiamo deciso di chiudere la pizzeria”. 
E Fontivegge perde un altro negoziante, con relativa affluenza di gente per bene. “Parliamoci chiaro - prosegue Marcucci parlando della sua esperienza di 4 anni nel quartiere - c'è sempre qualcuno che per un motivo o per un altro - persone drogate o ubriache - entra nel locale e crea scompiglio. Magari poi arrivano quando dentro c’è gente per bene famiglie, e allora, da cittadino dico che anche io non porterei miei cari in un posto dove poi si verificano situazioni di questo tipo”. E le situazioni “di questo tipo” per Marcucci derivano dal fatto che “il quartiere è lasciato alla mercé di qualsiasi cosa, io ho partecipato a vari progetti, ai diversi comitati che sono nati, ma, purtroppo, per quanto mi riguarda, ho solo ascoltato tante belle parole e basta. Anzi, quando chiesi conto del continuo allagamento di Fontivegge, mi venne detto che alcune domande non andavano fatte. Ad ogni modo, cambiamenti positivi ne ho visti pochi o nulla. E questo, unito al Covid che non ha ancora fatto tornare negli uffici la gran parte della nostra clientela ci ha fatto prendere questa decisione, anche se dolorosa”. 
E sulla situazione che, giorno dopo giorno ha visto fino a poco fa nel quartiere, dice: “ Gli spacciatori li conosciamo, è difficile che vadano a dare fastidio ai commercianti, non gli conviene, cercano di avere una parvenza di contegno. Ma ripeto, ultimamente le facce brutte sono troppe tutte insieme e non ci sentiamo più al sicuro. A San Mariano invece si”.