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Titolare dell'hotel: "Fontivegge è compromessa, forse me ne vado"

Altro pattuglione della polizia a Fontivegge

Francesca Marruco
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“Ogni mattina quando arrivo, all’ingresso del garage trovo escrementi, siringhe usate, urine. Uno spettacolo indecente e fastidioso che, purtroppo, a volte mi tocca anche ripulire, non senza timore data l’emergenza sanitaria”. Paola Rossi, la titolare dell’hotel Astor che affaccia su piazza Vittorio Veneto, a Fontivegge non ce la fa più. “Insieme a mio marito stiamo valutando se lasciare l’hotel, non è più una situazione affrontabile. Facevo già tanta fatica prima - confessa - ma dopo il lockdown causato dall’emergenza Covid la situazione è precipitata”. 
Non nasconde una profonda amarezza la titolare dell’hotel che, in passato, è stata più volte in prima linea per cambiare volto al quartiere con iniziative dei comitati. “Guardi - spiega - io avevo creduto davvero al cambiamento che ha promesso la Lega, e invece non solo non è cambiato nulla ma è peggio di prima. Prendiamo ad esempio il posto fisso di polizia, ce lo hanno promesso e invece non c’è e la situazione è degenerata a tal punto che per me è davvero compromessa”. 
Paola, che a volte si ritrova a fare le notti nel suo albergo, “sono un gestore e ogni tanto devo farlo, non senza paura”, spiega che ormai “quello che un tempo accadeva solo con il buio, adesso avviene anche alla luce del sole. Ormai ci sono delle presenze fisse: quelle di ragazze di etnia rom che si prostituiscono e stazionano davanti ad un bar di un impotente gestore. Le portano la mattina con una Bmw nera, vediamo gli anziani che le fanno salire in macchina e poi le riportano indietro. Ci sono anche giovanissime ragazze dall’aspetto disperato che compaiono, quelle si, soprattutto di notte: si sa che sono tossicodipendenti che si prostituiscono per comprarsi le dosi. E poi ovviamente ci sono gli spacciatori e molto spesso i due fenomeni sono collegati. I resti di quel che fanno li trovo la mattina all’ingresso del garage. E non è un bel biglietto da visita per la nostra città. Tanti miei clienti che conoscono Perugia dicono che è peggiorata moltissimo e lo spettacolo indecoroso in cui si imbattono uscendo dalla stazione non aiuta affatto”. 
Secondo Paola inoltre, non c’è stato lockdown che abbia tenuto. “Loro (gli spacciatori, ndr) erano sempre qua, anche mentre di fronte c’erano i posti di blocco della polizia, non hanno mai smesso di fare i loro traffici”. 
Un piccolo spiraglio però, seppur minimo, la titolare dell’hotel lo vede nell’ordinanza anti- alcol emanata dal sindaco che prevede il divieto di bere su suolo pubblico a ogni ora del giorno e della notte. “Prima c’erano i sudamericani che arrivavano con le casse di birra sulle scalette di piazza del Bacio e facevano baccano, almeno questo ora non c’è più, ma non basta fino al 15 agosto, spero che il sindaco la proroghi fino ad ottobre”