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Perugia, maxi traffico di droga spedita in scatole con scritto abiti

Francesca Marruco
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Sugli scatoloni che portavano negli uffici delle varie ditte di spedizione presenti in città c’era scritto “abiti”. “Clothes” in inglese, vista la destinazione estera. E invece dentro, spedita tentando di farla passare per qualcosa di lecito, c’erano chili e chili di marijuana purissima che  un cinese 32enne, residente a Perugia, inviava in Gran Bretagna. L’operazione anti droga “China express” della Guardia di finanza di Perugia, arrivata ora alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, era iniziata a fine dicembre 2018 quando al comando provinciale della fiamme gialle di Perugia, alla guida del colonnello, Danilo Cardone, era arrivata una segnalazione dell’ufficio di collegamento della dogana tedesca a Roma: all’aeroporto di Lipsia, il 28 dicembre, erano state sequestrate 11 spedizioni contenenti marijuana, spedita tramite corriere DHL da Perugia verso l’Inghilterra da parte di cittadini cinesi. A quel punto, coordinati dalla Dda di Perugia e dai magistrati, Giuseppe Petrazzini e Gennaro Iannarone, erano scattate le indagini. Agli uffici delle ditte di spedizione, individuare il cittadino cinese fu un gioco da ragazzi. Così, ditta dopo ditta, i finanzieri hanno intercettato carichi in partenza prima che prendessero il volo e ne hanno sostituito il contenuto con erba generica, sequestrando la marijuana. I sequestri sono andati avanti per mesi fin quando a giugno 2019, il cinese, che a Perugia si faceva chiamare Valerio viene arrestato perché in procinto di lasciare l’Italia. Intercettato al telefono e con un trojan diceva di volersi comprare una Lamborghini e di aver già una Mercedes da 189 mila euro. Ma, più che altro, intendeva comprare l’Emi di Porta Pesa. nel corso dell’indagine, diversi concittadini sono stati iscritti nel registro degli indagati. Lo scorso giugno “Valerio” è uscito dal carcere e adesso ha l’obbligo di firma. La Procura ha chiuso le indagini e si appresta a chiedere il processo. Anche se dall’iniziale accusa di associazione per delinquere resta quella di spaccio in concorso con ignoti, il cinese deve rispondere dello smercio di quantitativi astronomici di fumo. Qualcosa come 150 chili per un fiume di denaro.