Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Concorsopoli, chiesta archiviazione per Cataldi. Berretti: "Nessun contatto con Marini"

La presidente Marini

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

Non c’è stato concorso il rivelazione di segreti d’ufficio, tanto che per la presunta raccomandata di Catiuscia Marini, Anna Cataldi, è stata richiesta l’archiviazione dalla procura. Non c’è tra le 39 richieste di rinvio a giudizio di concorsopoli. Questo, secondo Nicola Pepe, l’avvocato dell’ex governatrice, si può configurare come “un punto a favore” della asserita non colpevolezza di Marini, accusata dalla procura di associazione per delinquere, falso e rivelazione. Cataldi, difesa da Delfo Berretti, aveva prima negato e poi ammesso di aver ricevuto le prove per il concorso delle categorie protette all’ospedale di Perugia. Marini avrebbe promesso di “sistemarla” al funzionario Legacoop Fascini (suocero di Cataldi) poco prima che quest’ultimo morisse. C’è il racconto di Duca. Ci sono anche messaggi tra i due cellulari di Fascini e Marini, emersi dall’analisi del device dell’ex presidente regionale, che per questa vicenda si è dimessa. Marini era stata intercettata il 10 maggio 2018 con il trojan nel telefono dell’ex dg Emilio Duca insieme suo ex consigliere politico (non indagato), Valentino Valentini:
Marini: per la figlia di Fascini... mettetela dentro, non lo so
Duca: Cataldi, quella della… (incomprensibile)
Marini: mettetelo in una busta.
L’ex governatrice interrogata il 15 maggio 2019 aveva assicurato tuttavia di non conoscere Cataldi (che nell’intercettazione confonde con la figlia di Fascini, invece è la nuora, ndr) e quel “mettetela dentro” non si riferiva a Cataldi. Per gli inquirenti c’è stata stata comunque da parte di Marini l’intenzione di favorirla, con gli atti conseguenti che configurerebbero reati, stando agli indizi raccolti. Ma non c’è il contatto con la “raccomandata”. 
“Dagli esami del cellulare di Cataldi”, rivela Berretti, “è stato accertato che non c’erano telefonate o messaggi con Marini o altri. Nessun contatto da parte della mia assistita con l’ex governatrice”. Una evidenza che, se confermata, potrebbe essere sfruttata in sede processuale la difesa di Marini. Almeno per la rivelazione. Poi resta la contestazione madre: l’associazione, attribuita anche agli altri politici.