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Migranti fuggiti, sindaci attaccano: "Governo inadeguato"

Francesca Marruco
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Dopo la fuga dei migranti da Perugia e Terni, i sindaci delle due città umbre intervengono su quella che definiscono una “emergenza nell’emergenza” che potrebbe anche portare a “tensioni sociali”. 
Andrea Romizi, primo cittadino del capoluogo umbro, in una nota dice: “L'amministrazione comunale manifesta preoccupazione e disappunto per la notizia della fuga di tre migranti dal centro che li ospitava a Perugia. Assistiamo, da vari giorni, in tutta Italia, a simili episodi, motivo di comprensibili rimostranze da parte di amministrazioni locali di ogni colore politico. Le attuali misure adottate dal governo, nella loro inadeguatezza, stanno generando una emergenza che acuisce l'emergenza che già stiamo vivendo, la cui gestione ricade sulle autorità territoriali che le affrontano al meglio delle loro possibilità. È palese - aggiunge - la necessità di un intervento serio e risolutivo, che ponga fine a questa nuova difficile contingenza in un'Italia che sta cercando in tutti i modi di ripartire e guardare al futuro”. 
Anche il leghista alla guida della giunta ternana, Leonardo Latini, attacca la gestione del ministro degli Interni, Luciana Lamorgese e dell’esecutivo Conte tutto. “Con tutto quello che sta accadendo - spiega il primo cittadino - io rimango senza parole, è un sistema che ormai è fuori controllo e non dà le garanzie necessarie alla sicurezza a chi sta sul territorio. Gli enti locali non vengono mai consultati se non quando vengono informati dell’ormai già deciso arrivo dei migranti. Tutto - aggiunge- nasce certamente da una vicenda nazionale in cui si è messa in moto la macchina immigrazionista che solo un anno fa era stata bloccata e i risultati si vedono”. 
Per Latini, il problema è che “una gestione poco accorta rischia di acuire ulteriormente le tensioni sociali e noi lo dobbiamo scongiurare, soprattutto in periodo di pandemia. Credo - conclude - sia necessario rivedere tutte le regole e per questo è necessaria una forte interlocuzione con i sindaci”.
Al coro di proteste si è unito anche quello dei consiglieri regionali della Lega: “Nulla - dicono - si può imputare alle forze di polizia, lasciate praticamente sole dal ministro Lamorgese ad affrontare una situazione giunta ormai al collasso, visto il moltiplicarsi degli sbarchi. Per mesi i cittadini hanno rispettato regole stringenti per il bene comune; commercianti e cittadini hanno perso le loro attività e il loro lavoro, tutto questo mentre adesso importiamo immigrati clandestini nelle nostre città che dopo poche ore fuggono dai centri preposti all'accoglienza creando un grave allarme sociale e sanitario, considerato il rischio di creare nuovi focolai di contagio”. 
I 38 migranti scappati dai centri di Perugia, Terni e Rivotorto erano negativi al test sierologico ma gli era stato detto di restare in quarantena fino al tampone per avere la certezza della effettiva negatività. Invece le Asl non hanno fatto in tempo. Così come non hanno fatto in tempo i poliziotti delle due questure a fotosegnalarli tutti, con la conseguenza che probabilmente non verranno mai più rintracciati. 
Di tenore opposto rispetto ai colleghi, l’intervento del sindaco di Assisi, Stefania Proietti: “La notizia della fuga dei migranti da varie strutture in Umbria, compresa quella di Rivotorto, è nota a tutta l’opinione pubblica, non certo di esclusiva conoscenza del sindaco - scrive in una nota di risposta al consigliere Pastorelli - La Lega aveva proposto di ospitare a Rivotorto solo minori? Bene, deve sapere Pastorelli che i 6 immigrati rimasti sono tutti minori, in linea quindi con il suo pensiero. Ma la questione è ben più seria e a proposito di responsabilità e mancate promesse chiedo a Pastorelli perché quando il suo partito era al governo e il suo leader capo del ministero dell’Interno non si sono adoperati per realizzare ad Assisi un centro minori con tutti i crismi, richiesta avanzata dall’amministrazione comunale già nel 2017 insieme a Caritas e Unicef? Le speculazioni politiche sulla pelle dei migranti - conclude - sono operazioni di bassa, anzi bassissima lega, il signor Pastorelli dovrebbe sapere che il sindaco non ha alcuna autorità in merito, neanche per quanto riguarda la pubblica sicurezza che è di competenza del locale commissariato”.