Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perugia, 30enne trovato impiccato: attesa per le verifiche sul cellulare

Francesca Marruco
  • a
  • a
  • a

Sono ore di pesante attesa per i genitori di Alessandro Mazzoni, il ragazzo di 30 anni trovato morto in una dependance di un albergo nella zona dei Tre Archi, il 15 luglio scorso. Ore che diventano giorni, vissute con la speranza che, dagli accertamenti in corso sul telefono cellulare del loro amato Alessandro, emergano elementi utili a confermare quello che per loro è ben più di un sospetto. Cioè che Alessandro non possa essersi suicidato, non in quella stanza d’albergo, non con il guinzaglio del suo cane trovato che abbaiava accanto al cadavere. Il caso, inizialmente ‘archiviato’ dalla Procura di Perugia come un semplice suicidio, è stato riaperto dal pm titolare degli accertamenti, Tullio Cicoria, in seguito all’esposto depositato dai genitori del giovane, assistiti dagli avvocati Eleonora Magnanini e David Giuseppe Apolloni. Sono stati loro a chiedere il sequestro del telefonino. In particolare, come scrivono nell’atto, nei messaggi Whatsapp ci sarebbe una visualizzazione incompatibile con l’ora della morte stabilita in sede autoptica. I familiari hanno chiesto anche una perizia per verificare se la catenella a cui si sarebbe impiccato è in grado di sostenere il peso di un cadavere per tutte quelle ore, o no, come sostengono loro.