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Crescita e maggiore competitività con la legge sul credito d'imposta

I vertici di Forza Italia hanno presentato la nuova misura estesa all'Umbria

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Crescita e maggiore competitività per le imprese grazie alla nuova legge sul credito d’imposta che è stata presentata ieri mattina, nella Sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni, dai veritici di Forza Italia. La nuova norma, contenuta nel Decreto rilancio, è stata ribattezzata per l’occasione “legge Nevi” a sottolineare il ruolo decisivo avuto dal deputato umbro nell’iter di approvazione. A beneficiare della misura, infatti, inizialmente erano solo le aree del Mezzogiorno e quindi le imprese di Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. “Il Decreto rilancio - ha ricordato proprio Raffaele Nevi - ha avuto 7.000 emendamenti presentati, tra cui 1.600 quelli segnalati. Il nostro - ha aggiunto - era l’unico che aveva una copertura finanziaria compatibile”. Sono stati stanziati più di 319 milioni (di cui oltre 106 per gli anni 2021/2022 e 2023) al fine di incentivare l’avanzamento tecnologico dei processi produttivi e gli investimenti in ricerca e sviluppo anche nelle regioni colpite dal terremoto. E così ora le imprese di Umbria, Marche e Lazio potranno ottenere un credito d’imposta fra il 25 e il 45% su tutte le spese finalizzate a questi obiettivi. Presenti alla conferenza stampa, oltre a Nevi, anche il vice presidente della Regione, Roberto Morroni, il sindaco di Perugia e coordinatore regionale di Forza Italia Umbria, Andrea Romizi e la senatrice Fiammetta Modena. Tutti hanno sottolineato l’importanza di affrettarsi per cogliere questa opportunità e segnalato il “lavoro di squadra” che è stato messo in campo da Forza Italia. “Con questa iniziativa - ha evidenziato il sindaco Romizi - è stata riaffermata la natura di Forza Italia che sa ascoltare il territorio e poi attivare un percorso di proposte concrete”. L’emendamento - definito dalla senatrice Fiammetta Modena - “molto importante per l’Umbria”, secondo l’assessore Morroni “è una dimostrazione tangibile a conferma della cultura di governo che accompagna il partito, anche quando è all’opposizione, e del ruolo centrale che si attribuisce alle forze dell’economia”. Altro effetto dell’operazione, che è già stata salutata con grande favore anche dalle associazioni imprenditoriali del territorio, è quello - evidenziato da Nevi -di aver costruito le condizioni “affinché lo Stato si accorgesse che esiste una questione Centro Italia, molto spesso lasciata ai margini”.