Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Congresso Pd, De Rebotti si candida e va all'attacco di Bori: "Non serve che faccia il segretario"

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

“Bori è capogruppo Pd in Regione, non ha bisogno di candidarsi alla segreteria. Ha bisogno di un partito accanto, non di esssere lui il partito. La stagione dei personalismi non va riaperta”. Il sindaco di Narni e presidente Anci, Francesco De Rebotti, annuncia la sua candidatura (già ampiamente anticipata in queste pagine) e va all’attacco del capogruppo in Regione, Tommaso Bori, dato per favorito nella corsa alla segreteria dem. Mancano ancora tre mesi al voto annunciato per fine ottobre e il rappresentante dei 92 Comuni umbri rompe gli indugi. Nei giorni scorsi c’è stato un incontro in cui il sindaco ha avanzato il suo progetto. La riunione si svolta a Massa Martana, ristorante San Faustino. “Il Pd in Umbria non c’è”, ha ribadito De Rebotti ai microfoni di Pasquale Punzi (Corso Vannucci, Retesole) “ e questo è un dato di fatto. Ci sono dell ‘isole’, fatte dagli amministratori e dai sindaci, che fanno politica sul territorio, e di che tinta. Devono tornare ad essere protagonisti loro, che hanno tirato la carretta per i bene della propria comunità. Ma il partito a livello regionale non esiste. E’ una constatazione. Non si fa politica con i tweet”. Strali anche al commissariamento guidato da Walter Verini, promosso tesoriere nazionale. Poi l’affondo su Bori: “Tommaso è una delle sorprese più positive delle regionali, che sono state una vicenda drammatica per come è stata gestita la partita e per come non siamo riusciti a gettare qualche seme per la ripartenza del centrosinistra. Lui ha una grande responsabilità in questa fase, è capogruppo in consiglio. E’ un giovane dirigente del partito, è forse la risorsa più importante che abbiamo in Umbria. Ma non ha bisogno di assumere il ruolo di segretario del Pd, a lui serve di avere un partito accanto, non di essere il partito. In Umbria non serve più ripercorrere modelli con personalismi troppo accentuati, c’è bisogno di una classe dirigente realmente diffusa sul territorio”. Per De Rebotti tutti “i fenomeni correntizi accentuati da personalizzazioni devono essere stoppati”. Suona come un riferimento indiretto alla reunion di simpatizzanti della gueriniana Base riformista al ristorante di famiglia di Donatella Porzi, una sorta di corrente anti Zingaretti. Ma per il resto De Rebotti chiede quello che chiedono ex bocciani figli della Margherita e tanti ex Ds tagliati fuori dal nuovo corso commissariale. “Abbiamo bisogno di apertura, di inclusione: non funziona il modello ‘meno siamo meglio è’, funziona il modello ‘più siamo meglio è’: è più complicato ma anche più entusiasmante”, aggiunge De Rebotti. Che ieri è stato oggetto di un comunicato di appoggio da parte della sua opposizione a Narni. Un attacco travestito da endorsement. Un “bacio della morte” secondo i sostenitori di Bori. “Diciamo senza ombra di dubbio”, scrivono Tutti per Narni, Fratelli d’Italia e Forza Italia Narni, “che condividiamo l’analisi obiettiva e al tempo stesso spietata della situazione attuale del Pd. Un partito che ha perso l’Umbria per una gestione scellerata del potere, marcio e consunto, della sanità, che ha perso il Comune di Perugia per lotte intestine al Pd stesso, che è stato il principale responsabile del dissesto finanziario del Comune di Terni, che ha di fatto trascinato in una crisi economico occupazionale tutta la provincia. Un partito che circa otto anni fa ha avallato e supportato con tutta la forza della sua macchina elettorale l’elezione di Francesco De Rebotti a sindaco di Narni per poi escluderlo, immeritatamente, nella corsa ad un posto in Europa o in Regione proprio perché i suoi più dichiarati avversari erano e sono i suoi più vicini colleghi di partito di Terni”. Poi giù critiche a come lo stesso De Rebotti ha amministrato Narni, “che non si discosta dallo schema stereotipo in uso nel Pd”.