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Bancarotta fraudolenta e frode fiscale, tocca anche Perugia l'inchiesta di Bologna

La donna è stata denunciata dalla guardia di finanza

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Hanno riguardato anche la provincia di Perugia i provvedimenti emessi dal gip di Bologna, Gianluca Petragnani Gelosi, nei confronti di otto persone ritenute responsabili, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta, indebita compensazione e frode fiscale. Oltre a Perugia, l'operazione ha toccato anche le province di Bologna e Torino: il provvedimento riguarda l'applicazione della misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare attività professionali o imprenditoriali.
Le indagini sviluppate dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza e dal Nucleo investigativo del reparto operativo dei carabinieri di Bologna hanno portato alla luce "collaudato e insidioso sistema di frode". L’inchiesta, delegata dalla Procura di Bologna e diretta dal sostituto procuratore Morena Plazzi, si innesta, secondo quanto hanno spiegato gli inquirenti, in un filone investigativo particolarmente complesso che, nel tempo, ha visto coinvolte svariate società, emiliane e non. Nello specifico, il programma criminale messo in atto prevedeva l’individuazione e l’acquisizione di società affermate e solide sul territorio, ma in situazioni di momentanea difficoltà finanziaria, da sfruttare per ottenere crediti dalle banche mediante la presentazione di finti business plan o richieste di anticipo su fatture, ovviamente false. L’analisi svolta è stata incentrata sulla posizione fiscale e tributaria di una società attiva nel commercio all’ingrosso e la manutenzione di carrelli elevatori. L’impresa, coinvolta in un "vorticoso meccanismo di fatture false, di indebite compensazioni di crediti inesistenti e di frodi perpetrate nei confronti di istituti di credito felsinei", spiegano ancora gli inquirenti, è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Bologna nel 2014