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Fertitecnica Colfiorito partner della Fao contro gli sprechi alimentari

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Alessio Miliani, direttore generale di Fertitecnica Colfiorito, l’azienda umbra leader nel settore dei legumi secchi e cereali, è stato tra i relatori del seminario della Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura. Nel corso dell’incontro è stata annunciata l’istituzione della prima “Giornata mondiale di sensibilizzazione agli sprechi e alle perdite alimentari” in programma il 29 settembre 2020. In quest’occasione Fao ha presentato anche una nuova piattaforma online sviluppata per monitorare e supportare la riduzione delle perdite e sprechi alimentari. Si tratta di un portale che funge sia da archivio informativo per misurazioni, normative, esperienze ed esempi di modelli efficaci, sia da strumento per ospitare associazioni, enti governativi, istituti di ricerca ed aziende private attive nella lotta contro questo problema globale. E proprio nel corso del seminario l’azienda di Colfiorito, da anni partner di Fao, ha portato la sua testimonianza. “Per affrontare il problema dello spreco – ha spiegato Miliani nel suo intervento – da azienda alimentare lavoriamo sia a monte che a valle. A monte, dal lato della produzione, la nostra collaborazione e sensibilizzazione inizia sin dalla collaborazione con le aziende agricole per l’adozione di pratiche sostenibili. Investiamo continuamente in tecnologia per avere sistemi di selezione e pulizia delle materie prime sempre più precisi ed efficienti. Chiaramente, per garantire ai consumatori la massima qualità, non possiamo evitare che ci sia uno scarto: tuttavia, questo viene sempre riciclato grazie a collaborazioni di economia circolare. Quando è ancora adatto al consumo umano, ad esempio, viene usato da altri per la macinazione in farine, mentre negli altri casi viene destinato all’uso zootecnico”. Il ruolo del privato, però, non può limitarsi a mettere a punto pratiche interne d’eccellenza, ma deve andare oltre: “Il lavoro a valle, infatti – ha aggiunto Miliani - è quello che coinvolge il consumatore. Da un lato, lo aiutiamo ad avere prodotti che si conservino al meglio, in linea con l’attesa di qualità. Dall’altro, stiamo intraprendendo sempre più azioni di sensibilizzazione tramite i nostri canali di comunicazione. Ad esempio, stiamo attivando un piano di tutorial sui nostri social per educare i consumatori sugli usi alternativi degli ingredienti che gli avanzano, oppure modi creativi per usare in cucina gli avanzi del pasto o ancora dare una seconda vita agli imballaggi”. Fao stima che il 14% di tutto il cibo del mondo finisca sprecato, per un valore di oltre 400 miliardi di dollari l’anno. Un costo che viene pagato anche in termini di emissioni di gas serra. Questa quantità di cibo, infatti, equivale a circa 1,5 miliardi di tonnellate di CO2.