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Minori entrate ai Comuni, i sindaci chiedono più risorse al governo

Palazzo Vitelli a San Giacomo

A Perugia e Spoleto gli uffici approfondiscono i dati ma c'è rammarico per le scelte dell'esecutivo nazionale

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Se il Covid costa ai Comuni umbri 57 milioni di minori entrate, la prospettiva che il governo ne ripiani solo 40,8 non lascia tranquilli i sindaci. “Per Perugia si stima una perdita di 13 milioni ma il governo prevede di coprirne sono nove. Non è un gran segnale. La situazione non può che destare preoccupazione”, sostiene l’assessore al bilancio del capoluogo umbro, Cristina Bertinelli. “Sono in corso approfondimenti da parte degli uffici - aggiunge - cerchiamo di capire i dati. Quindi non facciamo allarmismi, anche se non si può parlare di assoluta tranquillità. Speriamo che con il decreto del governo previsto ad agosto possano arrivare ulteriori fondi per i comuni”. Questo il quadro per Foligno delineato dall’assessore Elisabetta Ugolinelli: “Sono stati fatti dei tagli da tutti gli assessorati per ridurre le spese. Facciamo un continuo monitoraggio per cercare di sfruttare al meglio i fondi che speriamo arrivino presto dal governo centrale. Il 30 luglio ci sarà l’assestamento, tenendo conto di tutto ciò che bisogna fare per mandare avanti la macchina comunale”. Così commenta l’assessore al bilancio di Spoleto, Claudio Zucchelli: “Prendiamo atto del mancato gettito stimato dalla Ragioneria dello Stato, ma lo dobbiamo analizzare per accertare se è coerente e affidabile. C’è fin da ora rammarico perché si stima un ristoro molto inferiore, come se i comuni potessero stampare moneta. Non abbiamo particolari criticità per chiudere il bilancio, ma dobbiamo ridurre la spesa senza impattare sui servizi e faremo i salti mortali. Escludo un ritocco delle aliquote fiscali”. Il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, parla di un “2020 estremamente difficile”. Il bilancio di previsione è stato approvato il 20 luglio “senza attendere la proroga al 30 settembre soprattutto per far partire investimenti imprescindibili. Si è proceduto a tagli di spesa pur salvaguardando la risposta ai fabbisogni”. Il sindaco di Gubbio, Filippo Mario Stirati, parla di “entrate nettamente inferiori agli anni precedenti per colpa del Covid ma la situazione, grazie a una politica oculata, è meno drammatica che per altre realtà. Solo a fine anno, però, faremo i conti in maniera precisa”. “Se le cifre che avete anticipato dovessero essere confermate [- dice infine il sindaco di Terni, Leonardo Latini -[/TESTO] sarebbe un problema in una situazione come la nostra, post dissesto. Potrebbe trattarsi di uno slittamento dei tempi di trasferimento delle risorse. Altrimenti si ricorrerà all’anticipazione di cassa, poi a una ulteriore riduzione della spesa. Il tutto, ben inteso, senza gravare sulle tasche dei cittadini”.