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Covid, in Umbria spese sanitarie tra le più basse in Italia

. E' quanto si evince dal report elaborato in collaborazione con Prometeia sui dati della Conferenza Stato Regioni e della Banca dati Conti Pubblici Territoriali.

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Le spese sanitarie sostenute in Umbria in risposta all’emergenza Coronavirus sono tra le più basse in Italia. E’ quanto si evince dal report elaborato in collaborazione con Prometeia sui dati della Conferenza Stato Regioni e Province autonome e della Banca dati Conti Pubblici Territoriali. La distribuzione regionale delle spese per l’emergenza Covid19 realizzate nei primi quattro mesi della pandemia è concentrata sulla Lombardia (21,8%) e sull’Emilia-Romagna (17,9%) che sono le due regioni più direttamente coinvolte nell’epidemia. Seguono il Piemonte (10,2%) ed il Veneto (8,9%) che sono limitrofe all’area principale del contagio e la Sicilia (8,5%). Per tenere conto della differente dimensione demografica delle regioni è stato calcolato l’indice delle spese Covid19 pro capite (per abitante) che evidenzia come l’impegno di spesa sia stato superiore alla media anche in Friuli Venezia, a Bolzano ed a Trento ed in Valle d’Aosta.  L’Umbria è tra le regioni che hanno la minore spesa pro capite (29,5 euro per abitante rispetto ai 68,3 euro della media nazionale) collocandosi vicino al Lazio (27,6 euro per abitante). In Umbria le spese per il Covid19 si attestano nel periodo di riferimento a 25,9 milioni di euro (0,6% del totale nazionale).