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Perugia, l'assessore Tuteri: "Scuola sicura solo se arrivano i banchi monoposto"

Gaia Nicchi
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Le scuole, a settembre, devono riaprire: a sostenerlo è l’assessore alla scuola ed edilizia scolastica del Comune di Perugia, Gianluca Tuteri secondo cui “occorre prendere decisioni con scienza e coscienza”.
“L’Umbria, a differenza di altre realtà, è pronta. Le nostre scuole – afferma l’assessore - sono state controllate sia dai nostri uffici con una prima ricognizione, sia dai dirigenti scolastici, così come richiesto dal Ministero. L’esito delle verifiche è stato che con i banchi monoposto non ci saranno problemi, fatta eccezione per un paio di classi che dovranno essere sdoppiate e quindi serviranno insegnanti aggiuntivi. Il problema, e questo ci preoccupa molto, è se non dovessero arrivare in tempo quei banchi. Tutto è calibrato in funzione dei banchi monoposto. Noi ci eravamo attivati, prima che il Ministero facesse la gara europea, con le aziende locali, con i nostri mobilifici, per la produzione dei banchi monoposto, secondo le indicazioni tecniche del Ministero, con il duplice scopo di ridare ossigeno alle imprese e riattivare l’occupazione, oltre che di avere certezza sui tempi di consegna. Ora, dobbiamo sperare che il Ministero faccia tutto entro fine agosto. Ciò che invece grida vendetta è lo 0-6 che non è stato preso in considerazione”.
Al suono della campanella, dunque, le scuole primarie e secondarie di primo grado potranno accogliere i loro studenti in sicurezza, anche se sulle modalità tutto è subordinato, secondo l’assessore, al piano trasporti: “L’entrata degli studenti negli Istituti dipenderà da come verranno offerti i servizi del trasporto pubblico regionale. Non c’è dubbio che serviranno ingenti investimenti da parte della Regione, perché se non dovessero aumentare le tratte, allora ci sarebbe l’assembramento”. 
Quanto all’uso delle mascherine in aula, “allo stato attuale, il documento del Comitato tecnico scientifico prescrive l’obbligo delle mascherine per tutta la durata delle lezioni, a eccezione dell’ora di educazione fisica e a mensa. Anche se c’è una frase sibillina: in funzione dell’andamento epidemiologico della malattia. Il documento sarebbe dovuto essere aggiornato ogni 14 giorni, ma noi siamo ancora in attesa delle nuove disposizioni”. Di certo, “i soggetti affetti da patologie immunodepressive non potranno rientrare a scuola, per tutti gli altri, anche le categorie con disabilità, si troverà una soluzione, in base alla regola del distanziamento”. L’assessore, nonchè medico pediatra, parla di “scienza e coscienza” nel valutare l’opportunità o meno di riaprire le scuole: “Io credo che il danno maggiore sia stato fatto chiudendo le scuole, sia in termini psicologici, sia di didattica. Il Covid non ha colpito i bambini quanto gli adulti. Occorre sempre valutare il rischio d’impresa e l’istruzione per i nostri figli è la cosa più importante. Dai dati di questi 7 mesi, i bambini sono risultati riottosi nel prendere la malattia e, in tutti i piccoli cluster, se il bambino è risultato malato, il Covid non era partito da lui, ma da un familiare. Peraltro, ci sono stati casi di nuclei familiari con adulti malati e bambini sani”.