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Turismo in Umbria, deboli segnali di ripresa

Turisti a Gubbio

Il presidente Federalberghi, Simone Fittuccia: migliaia di lavoratori in cassa integrazione e ancora migliaia di camere vuote negli hotel

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Turismo, arriva qualche debolissimo segnale positivo ma la situazione resta drammatica. "In Umbria ci sono migliaia di lavoratori in cassa integrazione, ci sono migliaia di camere vuote - evidenzia il presidente di Federalberghi Umbria, Simone Fittuccia -  L’imprenditore deve essere ottimista per natura, ma in questo momento è davvero difficile: con una occupazione media delle strutture alberghiere intorno al 30% è davvero difficile continuare a resistere”. 

L'ultima rilevazione mensile tra le imprese associate scatta una fotografia impietosa del settore nel mese di giugno.  

A fronte di un 14% di imprese che non ha mai chiuso i battenti, c’è un altro 14% che non ha ancora riaperto, e la metà di queste imprese non riaprirà prima del 2021. 

Quasi la metà (44,3%) delle imprese del campione Federalberghi (circa 100 sul totale delle 500 attività alberghiere attive in Umbria) denuncia un tasso di occupazione medio nel mese di giugno sotto il 25%; un ulteriore 10,1% tra il 26 e il 40%. 

“Sono dati molto negativi – aggiunge il presidente di Federalberghi Umbria – che non hanno bisogno di essere commentati. Questi dati cozzano con le affermazioni ottimistiche che capita di leggere. Oggi tutti si sentono autorizzati a parlare di turismo e a fornire dati che spesso non hanno alcun fondamento. Noi il mercato lo conosciamo e lo monitoriamo costantemente, in attesa di poter disporre dei dati ufficiali della Regione. Tutto il resto è da prendere con le molle!”.

Su due elementi tutte le imprese del campione di Federalberghi sono concordi: la quasi totale assenza dei turisti stranieri e la totale scomparsa del turismo organizzato.