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Sase, pasticcio quote rosa: manca una donna nel Cda, è tutto da rifare

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La cinquina c’era già. Quattro componenti del nuovo consiglio di amministrazione più il presidente. Ma qualcuno, ieri mattina nell’assemblea a Sant’Egidio, ha fatto notare che quell’unica quota rosa non era sufficiente. Lo statuto della Società che gestisce l’aeroporto infatti, recependo una direttiva nazionale, sancisce che almeno un terzo dei componenti del Cda debbano essere di sesso femminile. E invece ieri nel dream team proposto c’era solo quello della presidente di Liomatic, nonché ex presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, Ilaria Caporali. La fumata nera dunque è stata inevitabile. Tutto, o quasi, da rifare. La strada della modifica dello statuto infatti sembra meno percorribile a meno che non si tentino interpretazioni diverse sulla natura della società. 
E insomma, il quintetto che ieri è saltato era composto dal generale dell’Aeronautica militare, Stefano Orazio Panato, già vicepresidente del Sismi nonché presidente del Casd, Centro alti studi per la difesa. La governatrice umbra, Donatella Tesei, da presidente della Commissione difesa del Senato ha avuto modo di apprezzarne la professionalità. Oltre al generale, nella squadra erano previsti l’unica donna Ilaria Caporali, il manager di Umbragroup, Antonello Marcucci, l’ex direttore generale di Confindustria Umbria, Aurelio Forcignanò, e l’unico uscente - fuori anche l’ex presidente, Ernesto Cesaretti - il presidente di Confcommercio, Giorgio Mencaroni. 
Quale sarà il nome che lascerà il posto all’altra quota rosa? Rumors indicano quello dell’ex dg di Confindustria. Ma niente è ancora detto. Non sono stati pochi i mal di pancia tra gli esclusi della quarantina che hanno inviato le loro rappresentazioni di interesse. Secondo quanto emerge, oltre ai nomi già circolati del manager di Unicredit, Luciano Bacoccoli, dell’imprenditore di Cascia, Damocle magrelli, e dell’avvocato, Luca Maori, spunta anche quello dell’influencer Matteo Grandi. Ad ogni modo, nell’assemblea di ieri mattina a cui ha partecipato la presidente della Regione, Donatella Tesei, è comunque emersa la disponibilità dell’ente ad aumentare di 2 milioni gli attuali contributi per una più incisiva promozione nei mercati di riferimento. Palazzo Donini auspica tra l’altro, rotte strategiche per collegare lo scalo umbro ad un hub di valore internazionale, la ridefinizione delle rotte non solo in termini di destinazione dalla regione, ma anche di arrivi in Umbria e non tralascia l’ultima patata bollente, la scuola di volo per cui ha chiesto ”chiarezza sul progetto.