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Umbria, presidente Unpli: "Limitare le sagre è un grave danno a commercio e turismo"

Francesca Marruco
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“Le sagre portano grandi vantaggi ai territori che le ospitano. Sia per quanto riguarda la ricaduta turistica, che l’indotto, e anche i momenti di socializzazione che questi eventi creano nelle comunità umbre”. E’ quanto dice Francesco Fiorelli, il presidente dell’Unione delle Pro Loco dell’Umbria che, interviene all’indomani dell’ordinanza regionale con cui si dà il via libera alle sagre e del divieto emanato per ora dal Comune di Marsciano, (ma potrebbe non essere l’unico) di fare qualsiasi manifestazione fino a settembre. Fiorelli guarda avanti, e allarga il discorso alla valenza della sagra in quanto tale. “Tantissimi borghi umbri se non avessero questo tipo di eventi che richiamano pubblico andrebbero verso la morte certa, invece - spiega - , il lavoro instancabile dei volontari fa si che siano momenti di aggregazione e gli introiti poi vengono riutilizzati per il bene pubblico, dalle Pro Loco che organizzano eventi e supportano la vita cittadina”. Quanto invece alla polemica con i ristoratori che avrebbero forse preferito vietare del tutto le sagre, Fiorelli dice: “Non è mai stato dimostrato, che gli utenti delle sagre siano gli stessi dei ristoranti. Anzi, è palese che è pubblico diverso. E secondo la Cgia di Mestre, in Umbria in un anno gli utenti delle sagre sono un milione. Un milione di persone che, oltre a pagare per la cena in piazza, poi magari si prende un caffè nei bar, o entra nei negozi e aiuta anche i commercianti. Senza contare che gli alimenti e le bevande utilizzati vengono dai commercianti e dai proprietari di cantine locali. C’è un grosso indotto insomma che non può essere trascurato e sacrificato per l’idea, sbagliata, dei ristoratori che chiedono la limitazione delle sagre per non essere danneggiati e fanno distinzioni tra sagre buon e sagre cattive”. Quanto alla durata massima di 4 giorni stabilita dalla Regione, secondo Fiorelli è un compromesso per non scontentare i ristoratori umbri. “Ma 4 giorni o 10 giorni, ai fini del rischio di trasmissione Covid, cosa cambia? E poi, come mai ai ristoranti maggiori spazi all’aperto e alle sagre no? Però, il fatto che sia stato messo questo tetto di durata massima, per alcuni vuol dire cover cancellare tutto. Chi deve noleggiare strutture e attrezzatura non ci rientra con i costi. Forse potranno fare qualcosa solo le Pro Loco che hanno strutture di proprietà e devono sostenere meno costi”. Fiorelli infine avverte che le Pro Loco “non permetteranno di rimettere mano alla legge sulle sagre per limitarle ancora prendendo come scusa l’emergenza Covid”.