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Terni, ragazzi morti. Il pusher: "Mi hanno chiesto metadone"

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“E’ disperato e non si capacita come possa essere accaduta questa tragedia”. Le parole sono dell’avvocato Massimo Carignani, legale difensore di Aldo Maria Romboli, il 41enne in carcere a Terni con l’accusa di avere ceduto lo stupefacente poi risultato letale ai due minorenni Gianluca e Flavio. Sabato 18 luglio Carignani ha incontrato il suo assistito a vocabolo Sabbione. Un lungo e sofferto incontro per analizzare ancora meglio situazione, fatti e contesto. L’uomo, come spiega il legale, è affranto. Continua a ripetere la sua versione dei fatti: i due ragazzi lo conoscevano in quanto noto pusher. La sera prima del decesso gli avrebbero chiesto metadone e, ha precisato, non codeina. Romboli lo avrebbe versato in una bottiglietta di sciroppo, riempiendola a metà e poi diluendo il contenuto con acqua fino a riempirla. Ha pure bevuto la sostanza insieme ai due ragazzi per poi lasciare loro la bottiglia in cui, puntualizza, erano rimaste circa due dita di liquido. Per fare piena luce però occorre attendere l’esito dell’esame tossicologico sul contenuto della bottiglietta.