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Perugia, preside Coccia: "Rientro a scuola, per la prima volta ho paura"

Alessandra Borghi
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“In ventidue anni di dirigenza per la prima volta ho paura. Paura di non riuscire a far fronte a tutto”. Rita Coccia, preside dell’Istituto tecnico tecnologico statale Volta di Perugia, il più grande dell’Umbria, descrive così il suo stato d’animo mentre lavora per far rientrare in classe 1.800 studenti nel rispetto delle misure anti-Covid. Da giorni, insieme ai collaboratori scolastici, controlla le classi una ad una “con il metro e la fettuccia da muratore” per capire quanti studenti possano essere accolti assicurando la distanza di sicurezza di almeno un metro tra i banchi. “Ora so - dice la preside - che tutti gli studenti a settembre potranno rientrare, ma restano incertezze”. Il problema è che “le linee guida a volte sono vaghe. E’ complicato stare sempre al passo con ciò che dice il ministero e non si può certo decidere in base ai post della ministra Lucia Azzolina. Sull’organico, poi, non sappiamo ancora niente”, ribadisce Coccia al Corriere dopo aver espresso questi concetti nella trasmissione In Onda di La7. Ma andiamo con ordine. Prima del Covid l’Itts aveva già fatto richiesta di aule aggiuntive per far fronte alle richieste di iscrizioni: “Ce ne hanno date tre all’Ipsia, quindi non è stato necessario ricorrere al numero chiuso. Sul sito, però, ora abbiamo precisato che non accettiamo domande di trasferimento da altre scuole, né richieste di cambio di indirizzo o di classe o altre variazioni causa Covid”. Il quadro, infatti, è già abbastanza complesso: “Resto in attesa di sapere se ci daranno l’organico richiesto perché è necessario sdoppiare cinque classi troppo numerose. E’ il solo modo per evitare che un gruppo di ragazzi stia a casa mentre altri vanno a scuola”. Poi la questione arredi: “Ho già acquistato paratie in plexiglass e fatto un primo ordine di banchi singoli per garantire il distanziamento. Ora, però, mancano ancora 600 banchi, o, in alternativa, sedie con ribaltina, ma non li acquisterò io. Infatti, i finanziamenti sono arrivati, oltre che alle scuole, anche alla Provincia e alla Protezione civile, che ha un ruolo di monitoraggio. Segnalerò il fabbisogno al ministero e al contempo informerò la Provincia per evitare doppi acquisti e, quindi, magari, danni erariali...”. All’Itts resta il problema della palestra: “Non potrà essere usata da più di due classi per volta. Ci dovremo organizzare”. Ma ciò che più spaventa è la gestione degli spazi comuni: corridoi e bagni. “Le linee guida dicono che la distanza di sicurezza è di un metro quando gli studenti sono seduti. Quando sono in movimento - spiega la preside - si parla di ‘distanza di sicurezza’ in termini più generici”. Bisogna affrontare il tema del controllo e le correlate preoccupazioni: “Se qualcuno si ammala, di chi è la responsabilità?”. Intanto, la preside pensa di mettere online, a fine agosto, video per spiegare come sarà la vita a scuola, le nuove regole. “Con la speranza, nel frattempo, di capirne di più”.