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Umbria, le sagre dividono i sindaci

Francesca Marruco
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Dopo la pubblicazione dell’ordinanza numero 39 della Regione Umbria che autorizza le sagre, per non più di 4 giorni consecutivi, si scopre che alcuni sindaci, sull’esempio del primo cittadino di Marsciano, Francesca Mele, potrebbero decidere di emettere ordinanze restrittive per vietare qualsiasi tipo di manifestazione che potrebbe creare situazioni di assembramento. Ci ragioneranno su nei prossimi giorni il sindaco di Perugia, Andrea Romizi e il primo cittadino di Foligno, Stefano Zuccarini. Il primo cittadino di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, non farà alcuna ordinanza perché, spiega “le mie Pro Loco, che ringrazio, sono state tutte molto responsabili e hanno deciso di non fare nulla per quest’anno”. Stesso discorso per i comuni del Trasimeno, lo afferma il primo cittadino di Magione, Giacomo Chiodini: “Le Pro Loco della zona hanno dimostrato grande maturità e sono tutti più o meno d’accordo nel non fare nulla per quest’anno sia nella zona del lago che nel mio comune”. Si dice contrario a vietare sagre e feste il primo cittadino di Città di Castello, nonché presidente della Provincia di Perugia, Luciano Bacchetta, “penso di non fare ordinanze restrittive, da noi - dichiara - non ci sono più positivi”. Assolutamente contrario il sindaco di Todi, Antonino Ruggiano: “Noi lasceremo svolgere tutto. Non abbiamo più i casi del 25 marzo, non vedo perché dovremmo farlo, forse il sindaco di Marsciano avrà i suoi buoni motivi”. Nel ternano, al momento, non sono state emesse e non sono previste ordinanze restrittive rispetto a quanto stabilito dalla Regione, ma, dai fatto, nell’orvietano non si farà nulla così come in molte altre zone del territorio. Non sono affatto poche, a ben guardare, le zone dell’Umbria che rinunciano a sagre e feste in questa estate post-pandemia. Il Comitato Altotevere delle Pro Loco già da tempo ha annunciato che non avrebbe fatto nulla in segno di solidarietà con i ristoratori che non hanno clienti a causa del Covid. E poi ci sono quelle sagre che, a causa della restrizione temporale imposta dalla Regione, hanno deciso di cancellare l’edizione del 2020, come sembrerebbe stia accadendo a San Giovanni Profiamma nel folignate. 
Il perché lo spiega il presidente delle Pro Loco umbre, Francesco Fiorelli: “Ci sono alcune sagre che non riescono a rientrare dei costi sostenuti in soli quattro giorni. Prendiamo ad esempio quelle che noleggiano le attrezzature. E se poi quei giorni dovesse fare brutto tempo? Ci rimetterebbero e basta”. Quanto all’ordinanza del sindaco di Marsciano e l’idea che altri cittadini ci stanno pensando, Fiorelli aggiunge: “Era prevedibile. Sono i comuni che si devono prendere le responsabilità e dare le autorizzazioni finali”.