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Perugia, minori stuprate confermano tutto in aula al gip

Il giudice Angela Avila

Francesca Marruco
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Hanno rivissuto tutto quell’orrore guidate dallo psicologo e dal giudice, Angela Avila che le hanno ascoltate in modalità protetta. Scaglionate in diversi orari durante la giornata, la quattro vittime di Fernando Polzoni, tre minorenni e una da poco maggiorenne, sono state ascoltate ieri con la formula dell’incidente probatorio, come richiesto dal procuratore aggiunto, Giuseppe Petrazzini, titolare dell’indagine sullo stupro avvenuto in centro storico il 10 giugno scorso. La scelta di farle testimoniare ora è volta a tutelarle da un eventuale futuro nuovo confronto in aula che, a questo punto non ci sarà, perché le loro parole ora sono diventate prove. Le ragazzine - una assistita dall’avvocato Giusi Mazziotta - hanno confermato quanto già raccontato in fase di denuncia. Hanno confermato quelle violenze sessuali, che sembrano l’una la fotocopia dell’altra a cui Fernando Polzoni, il 19enne di origine sudamericana, le ha costrette. Polzoni, arrestato il 15 giugno scorso dai carabinieri di Perugia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in cui gli venivano contestati lo stupro avvenuto in centro poco più di un mese fa e quello avvenuto invece a gennaio in un centro commerciale a Corciano, ieri, su consiglio dei legali Daniela Paccoi e Guido Rondoni, non era presente in aula. Nei giorni scorsi è stato inoltre trasferito nel carcere di Spoleto.  I racconti delle ragazze, segnati dal dolore e anche dal pudore, soprattutto per le più giovani, inchiodano Polzoni alle sue responsabilità. La quindicenne che lo scorso 10 giugno è stata stuprata in centro storico ha puntualizzato, tra le altre cose, di non avergli dato neanche un bacio. Mentre la ragazza maggiorenne, che prima era una sua amica, ha parlato di quella violenza inaspettata da parte di un ragazzo che lei riteneva un amico fidato, quasi un fratello.