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Perugia, 33 milioni confiscati all'imprenditore condannato

La Guardia di finanza ha

Francesca Marruco
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“Dagli anni 1996 al 2018 Caraffini è al centro di indagini relative a una serie davvero impressionante di inchieste per delitti in materia fiscale, delitti di bancarotta (di tutte le tipologie), delitti contro il patrimonio, a lui addebitati nello svolgimento dell’attività di imprenditore, anche attraverso l’esercizio di incarichi sociali rivestiti in una pletora di compagini acquisite o costituite nel tempo”. Eccolo il quadro che i giudici della Sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione danno di Gabrio Caraffini, l’imprenditore, già condannato in via definitiva a 5 anni per bancarotta e a 9 anni in primo grado per reati fiscali, nei confronti del quale è stato disposto il sequestro con contestuale confisca di beni per 33 milioni di euro. 
Appartamenti, tra cui uno situato al primo piano del civico 10 di corso Vannucci.
Il sequestro, come avviene in questi casi, è scattato perché i beni posseduti non rispecchiano quanto dichiarato da Caraffini. I giudici infatti, nel provvedimento parlano di “sostentamento del nucleo familiare conseguito depauperando le risorse della pletora di società controllate con condotte sistematiche protratte nel tempo”. A fronte di 843.613 euro dichiarate al fisco da Caraffini in 20 anni, il suo nucleo familiare risulta intestatario di 9 immobili, 86 terreni, 4 auto, 40 partecipazioni societarie, 2 moto, 6 locali adibiti a uso commerciale. L’abnorme differenza è stata accertata nel corso di meticolose indagini svolte dai militari dell’articolazione specialistica del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Perugia diretto dal tenente colonnello, Selvaggio Sarri. “La sproporzione complessiva accertata nel periodo tra il 1986 e il 2015, ammonta - scrivono i giudici Narducci, Avenoso e Avella nel provvedimento di sequestro - ammonta al considerevole valore di 104.632.897, tenuto conto del valore del patrimonio stimato in 32.802.805 euro. Siffatto patrimonio appare totalmente incompatibile con le fonti di reddito ufficiali” di Caraffini che, per i giudici quindi “vive abitualmente di attività delittuose”. Con lo stesso provvedimento, Caraffini è anche destinatario della misura di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per tre anni, con obbligo di soggiorno nel comune di Citerna, dove attualmente risiede. I giudici, su richiesta della Procura, gli hanno inoltre imposto di non rientrare a casa dopo le 22 e non uscire la mattina prima delle 6 e senza comprovata necessità e di non frequentare pregiudicati.