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Perugia, detenuta lancia caffè bollente in faccia alla poliziotta

Alessandra Borghi
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Ancora un episodio di violenza nel carcere di Capanne a Perugia. Una poliziotta è stata aggredita da una detenuta con problemi psichiatrici. Il fatto è avvenuto quando l’agente della penitenziaria, al momento della battitura, è entrata in una cella. A quel punto una detenuta, di origini straniere, le ha lanciato addosso caffè bollente e ha tentato di aggredirla. Il peggio è stato evitato grazie alla prontezza del personale presente. Per l’agente prognosi di sette giorni e una forte infiammazione alla cornea. A renderlo noto è la segreteria nazionale dell’Umbria del Sindacato autonomo polizia penitenziaria.

Il Sappe da tempo rivendica provvedimenti per fronteggiare e impedire aggressioni fisiche ai danni degli agenti. In particolare, ha chiesto “strumenti come quelli in uso a polizia e carabinieri, ossia pistola taser e spray al peperoncino”, ma anche “l’istituzione in ogni carcere di una sezione chiusa” dove allocare e vigilare i detenuti più aggressivi, come ricorda il segretario nazionale umbro, Fabrizio Bonino
La detenuta con problemi psichiatrici, in base al resoconto del Sappe, è in carcere per omicidio con fine pena nel 2031 e si è resa protagonista di aggressioni anche a personale infermieristico a Sollicciano. “La polizia penitenziaria è stanca di gestire detenuti con patologie psichiatriche. Auspichiamo quanto prima una reale presa in carico da parte del Servizio sanitario nazionale”, sottolinea Bonino. 

“L’immobilismo di un governo sordo alle ripetute richieste di aiuto degli agenti penitenziari di tutta Italia sta umiliando gli uomini e le donne che prestano servizio nelle case di detenzione”, hanno commentato anche i leghisti Riccardo Augusto Marchetti, vice presidente della commissione Giustizia della Camera, e Simone Pillon, capogruppo in commissione Giustizia al Senato. Nel carcere di Perugia, alla data del 30 giugno, erano presenti 357 detenuti, di cui 301 uomini e 56 donne; 71 gli imputati, 285 i condannati.