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Umbria, mille neonati in meno in cinque anni

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Alessandra Borghi
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Mille neonati in meno in cinque anni: l’Umbria si conferma in piena crisi demografica. Anche nel 2019 la popolazione è calata. A fine anno il Cuore verde contava 880.285 residenti, a fronte delle 883.824 unità registrate a gennaio: 3.539 in meno. Colpa delle nascite che continuano a diminuire e di un saldo migratorio che, pur positivo, non riesce a riequilibrare del tutto la situazione. Nel 2019 i nati sono stati 5.578 a fronte di 10.263 morti, con un saldo negativo pari a 4.685. 
La regione, in base agli ultimi dati del bilancio demografico nazionale dell’Istat, presenta un tasso di natalità del 6,3 per mille abitanti, inferiore alla media nazionale, che è pari a 7. Al contempo, quello di mortalità è pari a 11,6 per mille abitanti, superiore al dato italiano di 10,5. Quindi, il tasso di crescita naturale, ossia la differenza tra nati vivi e morti, è negativo e pari a -5,3, contro il -3,6 registrato nel Paese. 

Il trend delle nascite in calo è una costante da anni per l’Umbria. Nel 2015 il tasso di natalità era pari a 7,3 per mille abitanti (6.542 nati vivi), nel 2016 a 7,1 (6.353), nel 2017 a 6,9 (6.116), nel 2018 è sceso a 6,6 (5.792), con un calo complessivo, tra il 2015 e il 2019, del 14,7 per cento. I tassi di natalità per mille residenti dal 2015 al 2019, sono sempre stati caratterizzati da valori al di sotto della media nazionale. Il numero dei nati vivi, in dati assoluti, in cinque anni è quindi diminuito di circa mille unità.

I nuovi residenti grazie al flusso migratorio dall’estero risultano 5.629: per lo più stranieri (4.711), mentre gli italiani sono solo 918. Più numerosi gli italiani che dall’Umbria sono stati cancellati dall’anagrafe perché trasferiti all’estero: 1.784. In totale le cancellazioni di chi ha scelto di andarsene è pari a 2.966 unità, sicché il saldo migratorio continua a essere positivo. Il calo demografico è stato attenuato anche dal tasso di natalità del 10 per mille abitanti registrato nella popolazione straniera residente, nel complesso pari a 98.791 unità a fine 2019. Tra gli stranieri i nati vivi sono stati 982 a fronte di 159 morti, con un saldo positivo di 823 unità. Anche il tasso di crescita naturale è quindi positivo: +8,3.

La situazione dell’Umbria è peggiore anche rispetto a quella del Centro Italia, che presenta un tasso di natalità più elevato (6,5 per mille abitanti) e un tasso di mortalità più basso (10,7), con un tasso di crescita negativo più contenuto (-3,4).