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Perugia, bilancio del Comune: 5 milioni ancora scoperti

Alessandro Antonini
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Mancano all'appello più di cinque milioni di euro nelle casse di Palazzo dei Priori. Così la giunta di Andrea Romizi punta a coprirli spingendo anche sull'acceleratore della spending review. Il bilancio di previsione del Comune di Perugia, la cui approvazione è stata prorogata per la fine di settembre, deve fare i conti con il lockdown e i mancati stanziamenti dai livelli centrali. Per la precisione otto milioni di euro di minori entrate causa Covid, da una parte. Dall'altra si contano solo 2,9 milioni di trasferimenti statali compensativi, primo acconto a copertura delle minori entrate. Ma siamo a poco più del 30% di quello che serve. La conferma dei numeri arriva dall'assessore comunale al bilancio, Cristina Bertinelli. "Nell'ultima verifica fatta le entrate mancanti a causa della pandemia erano state quantificate in otto milioni", spiega l'assessore. A dire che nel frattempo potrebbero essere anche cresciute. I soldi dello Stato? "Ad oggi ne sono arrivati 2,9 milioni, ossia circa il 30% di quanto dovuto", puntualizza Bertinelli. Non finisce qui. C'è l'incognita tariffa dei rifiuti non solo per i pagamenti che sono sotto soglia ma anche per il possibile aumento con i nuovi calcoli Arera (l'Autorità nazionale su rifiuti e energia) che Palazzo Donini punta a scongiurare per le fasce deboli con una serie di agevolazioni. Ma andiamo con ordine. Le minori entrate per il Covid sono dovuti ai minori incassi sugli affitti dei locali commerciali, che il Comune ha deciso di sospendere per agevolare le attività chiuse sotto lockdown. Poi ci sono le minori entrate alla voce trasporti, mense e servizi scolastici. Quindi le entrate proprie, inevitabilmente ridotte: giusto ieri in consiglio sono stati approvati i regolamenti, compreso quello dell'Imu (Imposta municipale unica) che prevede la possibilità di rateizzare gli importi dovuti, in caso di emergenza, su decisione della giunta. Facilitare i pagamenti e agevolare, questo è il mantra degli uffici finanziari del Comune. Come è avvenuto per Tari e Tosap, con gli slittamenti delle prime rate. Per la tariffa rifiuti siamo a poco più della metà delle cartelle pagate, sul fronte importi. Al 1 luglio scorso sei perugini su 10 non avevano ancora pagato le prime due tranche. A fronte di 25.322.913 euro previsti ne sono stati incassati 10.758.798. Il 42% del totale. La politica di Palazzo dei Priori per sopperire al gap che si è creato è quella di incentivare i risparmi e le alienazioni. Ma la madre di tutte le operazioni è la vendita delle quote della Minimetrò. Quelle detenute dall'ente pubblico sono il 70% e la stima del valore economico effettuata, previo incarico, da un esperto esterno, oscilla tra i 10 e i 12 milioni di euro. La delibera per dare il via alla gara europea è stata definita e sarà approvata dentro l'estate. La procedura sarà perfezionata in autunno. Questi i tempi previsti da Bertinelli. Una manifestazione di interesse già c'è: Busitalia. Palazzo dei Priori punta a incamerare i cash entro la fine dell'anno. Il traguardo è far quadrare i conti, recuperando quei cinque milioni di svantaggio registrati ancora prima di partire.